Exotic Pole Dance – alla scoperta degli archetipi femminili…

settembre 7, 2016 Lascia un commento

anna2Negli ultimi anni, iniziamo sempre più spesso a sentir parlare della corrente sensuale di Pole Dance, ovvero di Exotic Pole Dance. Pure in Italia, dove fino a 5 anni fa, solo nominando la Pole Dance classica, rischiavi di essere malintesa, adesso vengono organizzati corsi di Exotic, campionati di Exotic e workshop di Exotic con le Pole Stars straniere. Leggi tutto…

Pole Dance come strumento di Bonding con i vostri Bambini

settembre 10, 2015 Lascia un commento

 

poledance bonding

Il bonding è un termine che si usa per definire quel legame speciale e indissolubile che unisce un figlio alla propria madre. Questo legame inizia a stabilirsi già a partire dalla vita in grembo e poi si sviluppa e rafforza per tutta la vita del nascituro. E’ un processo fisico, emozionale, ormonale e spirituale molto importante, perchè forma le fondamenta dell’intelligenza emotiva del bambino e delle sue capacità di avere sane relazioni con altre persone. Esso si sviluppa con successo, quando le madri passano tanto tempo di qualità con i propri figli e li avvolgono con emozioni positive, come amore,  gioia e felicità.

Mi chiederete: che cosa c’entra con tutto questo la pole dance?

Apparentemente niente, ma… in pratica può essere uno strumento utile per rafforzare il legame affettivo con il vostro bambino, sopratutto se siete Pole Dancer per passione e non volete privarvi di questo lato importante della vostra vita.

Ecco alcuni spunti come fare il bonding tramite la Pole Dance:

  1. Passare tanto tempo di qualità assieme ai vostri figli.

Quando i bambini sono molto piccoli: posizionate i vostri figli sulla sdraietta e lasciateli guardarvi mentre vi allenate, tenendo sempre un’occhio a quello che stanno facendo.

Quando i bambini sono un po’ più grandi coinvolegeteli nel vostro allenamento, divertitevi e giocate assieme! I bambini amano fare le spin sul palo e potete sorprendervi di quanto possono essere bravi e creativi nel farlo!

  1. Trasmettere emozioni positive al bambino: gioia, felicità, amore.

Per riuscire a trasmettere emozioni positive, bisogna essere una donna completa e felice, che, oltre ad essere una mamma, non dimentica tutti gli altri aspetti della sua personalità interiore ed esteriore (si prende cura del proprio corpo, non abbandona le proprie passioni, etc.). Fate le cose che vi appassionano, che vi fanno davvero felici e state sicure che i vostri figli, guardandovi, assorbiranno come le spugne tutte le vostre emozioni positive e saranno felici assieme a voi!

  Vediamo alcuni esempi di donne che hanno utilizzato la Pole Dance per fare bonding con i propri figli.

  1. Bonding nel grembo materno attraverso la Pole Dance durante la gravidanza.

Per quanto può essere controverso dire sì o no alla pratica di Pole Dance durante la gravidanza, questo ballo emozionante di Ashley Wright è un ottimo esempio dell’amore trasmesso alla propria figlia tramite la Pole Dance.

Per chi ha dubbi sulla Pole Dance in gravidanza, vorrei sottolineare che la donna nel video è una ballerina esperta che sa praticare questa disciplina in modo sicuro, anche essendo incinta. Per ulteriori informazioni sulla Pole Dance in gravidanza, vi consiglio di leggere questo articolo.

  1. Bonding attraverso il tempo di qualità passato assieme.

pole dance shool baby-friendlyIn questa foto potete vedere Anna Milosevic, la ballerina di Pole Dance, che all’età di 34 anni ha partorito una figlia e, non avendo possibilità di lasciarla alla tata o all’asilo, ha fondato una scuola innovativa di Pole Dance a Londra. In questa scuola “baby-friendly” le mamme possono venire ad allenarsi, portando con sè i propri bimbi. L’ambiente della scuola è pulito, famigliare e attrezzato con area giochi per i piccoli. In questo modo, le mamme possono risparmiare i soldi sulle baby-sitter, passare il tempo assieme a propri figli e continuare a praticare la Pole Dance.

Clicca qui per leggere l’intero articolo in inglese.

  1. In questo video Ashley Wright domistra in che modo si può unire la Pole Dance e Baby-wearing (un altro noto strumento di bonding).

  1. La giovane donna in questo video è la fondatrice di StudioVeena.com e la mamma di ben quattro figli maschi! (Il ballo assieme ad uno dei suoi figli inizia al  51′ secondo del video).

Come abbiamo visto, per utilizzare la Pole Dance come uno strumento di bonding basta essere un po’ creative e creare un ambiente sicuro  e protetto per i vostri figli. Ricordate che il bambino è felice quando la sua mamma è felice, quindi non abbandonate le vostre passioni, neanche nella vostra vita da mamma!

Pole Dance anche all’aperto!

agosto 25, 2014 Lascia un commento

Pole Dance non è solo fatica durante allenamenti in palestra e a casa, rivalità durante i campionati, agitazione durante le performance davanti al pubblico…

Pole Dance significa anche fare tante nuove amicizie, non prendersi troppo sul serio e, a volte, andare a divertirsi in una bella compagnia all’aperto, come abbiamo fatto noi quest’anno nei pressi di Ravina.

Guardate questo video che riassume la nostra splendida giornata trascorsa tra pole dance, photosession, grigliata e bagni sotto le cascate di Rio Gola.

La Pole Dance come l’Esperienza Ottimale (Flow)

marzo 5, 2014 1 commento

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C’è qualcosa di magnetico nella Pole Dance…  Ci sentiamo trascinate nel suo piacevole e coinvolgente mulinello acrobatico già dopo le prime lezioni e, molto presto, ci accorgiamo che ci siamo innamorate perdutamente nel suo fascino e che non possiamo più farne a meno. La Pole Dance ci appassiona, ci ossessiona e ci trasforma non solo fisicamente, ma, soprattutto, psicologicamente.

Questo “effetto collaterale” della Pole Dance lo conoscono tutte, ma non tutte conoscono il perché di questa “magia”. Come mai, a differenza di altri tipi di allenamento fisico, la Pole Dance non stufa le ragazze che la praticano? Come mai non passa di moda? Come mai suscita così tanto entusiasmo e coinvolgimento a 360°? Sicuramente, tali fattori, come l’originalità e la sensualità di questa danza, hanno attratto molte donne a provarla. Tuttavia, il fattore decisivo che riesce a conquistare per sempre la vostra anima, si chiama “l’esperienza ottimale” o “flow”.

 La teoria dell’Esperienza Ottimale (“Flow” o, nel campo sportivo, “trance agonistico”) è stata sviluppata a partire dagli anni ottanta dal professore ungherese Mihalyi Csikszentmihalyi (per approfondimenti: Csikszentmihalyi, Mihaly (1990). Flow: The Psychology of Optimal Experience) . Si tratta di “un’esperienza caratterizzata da un profondo senso di coinvolgimento che ci dà molta soddisfazione, provoca un sentimento di benessere e rende la nostra vita più significativa e gratificante”.

Qualsiasi attività quotidiana, dalla pulizia dei vetri alla composizione di un’opera,  può diventare un’ esperienza ottimale, purché contenga i principali elementi caratteristici che vedremo più in avanti. Tuttavia, bisogna dire che alcune attività, come sport, danza, musica o pittura, permettono di raggiungere lo stato di Flow più facilmente, poiché sia la loro struttura che le loro regole ci guidano in modo naturale verso il “trance esperienziale”.

Analizzando la Pole Dance alla luce della teoria dell’Esperienza Ottimale e delle sue principali caratteristiche, sono giunta alla conclusione che questa disciplina ne è un perfetto esempio. Ecco la spiegazione della sua irresistibile magia! La sintesi della mia analisi è raccolta in questa tabella:

Caratteristiche dell’Esperienza Ottimale Applicazione nel campo di Pole Dance
Obiettivi definiti:

gli scopi e i modi per raggiungerli sono chiari

 

In ogni allenamento abbiamo le idee chiare su che cosa vogliamo imparare (nuovo trick/coreografia) e come dobbiamo eseguirlo (la tecnica, i punti di contatto tra il corpo e il palo, i muscoli coinvolti, etc.)
Feedback diretto e inequivocabile:

percezione precisa e chiara di come stanno andando le cose.

Possiamo avere il feedback immediato dalle persone esterne (istruttore) oppure l’auto-feedback (guardando nello specchio/registrando un video).
Bilanciamento tra sfida e capacità:

le opportunità di azione e le richieste del mondo esterno sono percepite in equilibrio con le capacità interne a disposizione per farvi fronte.

La Pole Dance non viene percepita né come troppo facile né come troppo difficile per il soggetto che la impara in modo graduale e metodico. Infatti, esistono vari livelli della Pole Dance, dal Principiante all’ Avanzato, che permettono ad ogni persona di affrontare le sfide in relazione con le proprie capacità del momento e, nello stesso tempo, preparano fisicamente per crescere e passare al livello successivo.
Concentrazione totale sul compito:

tutta la concentrazione è focalizzata sulla situazione in atto. Preoccupazioni e conflitti scompaiono dalla coscienza (la persona non ragiona né sul passato né sul futuro, ma solo sul presente, è nel “Qui ed Ora”).

La pratica di Pole Dance richiede tantissima concentrazione sulla tecnica, sull’eleganza, sulla forza e sulla sicurezza. In caso contrario, si rischia di farsi male oppure di eseguire i moves in modo sbagliato o brutto.
Assenza di autoconsapevolezza:

il soggetto è talmente assorto nell’attività da non preoccuparsi del suo ego.

Quando ci alleniamo, siamo concentrate e assorte dalla Pole Dance al massimo, il che ci fa dimenticare tutti i nostri problemi, paure e anche il nostro io, timido e insicuro. Avvertiamo un senso di “serenità”, abbiamo una sensazione di andare oltre e trascendere il proprio ego, di fare parte di un sistema più grande, di muoversi in armonia con il nostro palo, come dentro una corrente, un flusso.
Senso del tempo alterato:

si altera la percezione del tempo. Non ci si rende conto del suo scorrere.

Tutte le mie allieve dicono, infatti, che la lezione di un’ora vola in un attimo…
Integrazione tra azione e consapevolezza:

la concentrazione e l’impegno sono massimi. La persona è talmente assorta nell’azione da fare apparire l’azione naturale.

Quante volte abbiamo ammirato le campionesse del mondo della Pole Dance che eseguono le coreografie in modo leggero e naturale? Le loro performance sono l’espressione massima dell’esperienza ottimale.
Senso di controllo automatico:

la percezione di avere tutto sotto controllo e di poter dominare la situazione.

La pratica della Pole Dance ci dà una piacevole sensazione di dominare il proprio corpo, poterlo gestire con abilità come una bella e potente ferrari grazie alla forza acquisita durante gli allenamenti.
Presenza di piacere e motivazione intrinseca:

l’azione dà un piacere intrinseco, fine a se stesso. Il soggetto permane nella situazione perché essa lo ripaga pienamente.

Una volta provata la Pole Dance, essa diventa una passione, una necessità fisica e psicologica, perché ci riempie di sensazioni piacevoli e ci rende felici.

Recapitolando, possiamo affermare con certezza che la pratica della Pole Dance permette di vivere l’esperienza ottimale, grazie alle caratteristiche che distinguono questa attività. Il piacere che proviamo durante allenamento è talmente forte da spingerci a tornare e ritornare alla Pole Dance, nonostante  lividi, difficoltà, sconfitte temporanee, pericoli potenziali e, addirittura, traumi. Le radici di questo piacere stanno non soltanto nella possibilità di porsi e raggiungere gli obiettivi, ma nell’ andare verso di essi, a prescindere dal fatto se siano per noi fattibili o meno. Per un certo momento la Pole Dance ci rende immortali, diversi da tutti gli altri. All’improvviso ci troviamo in una realtà alternativa, in un mondo diverso, dove non apparteniamo più a noi stesse, ma alla danza, alla musica e all’Universo. In questo mondo, dove noi siamo le protagoniste, non esiste il caos, la nostra mente è perfettamente organizzata e limpida e la percezione della normalità è ampliata (“impossible is possible”). Similmente, come i “dervisci” nella loro sacra danza roteante, anche noi eseguiamo le nostre “sacre” rotazioni attorno al palo, che modificano ulteriormente la nostra percezione e ci fanno sentire estesi, grazie al pieno controllo del nostro corpo e alla sintonia tra noi e l’Universo.

Voglio finire questo articolo con le riflessioni sulla Pole Dance delle mie allieve, che confermano la mia teoria che la Pole Dance è decisamente l’Esperienza Ottimale…

 

pole_exp-saggio2013_175“La cosa che più mi ha colpito della pole dance è che questa disciplina, oltre ad essere veramente completa come preparazione muscolare dà modo alla nostra mente di cambiare, ASSIEME AL CORPO. Questo è fantastico!

Mi spiego meglio… Nella preparazione/ esecuzione di un singolo esercizio o coreografia si coinvolgono aspetti che partono da ciò che la musica ci ispira, allo sforzo per riuscire a trasformarli in movimenti che “rendano” il nostro stato d’animo in quel preciso istante! Questo assomiglia molto al lavoro di pittori, fotografi ecc.

Poi c’è la parte di “controllo” dei nostri movimenti, ossia di disciplina per rendere il movimento ben fatto, piacevole a vedersi e fluido, costringendoci quindi all’attenta osservazione di noi stesse e all’imposizione di regole. L’inverso della fase artistica di prima…..prendiamo quindi conoscenza di due parti molto diverse che coesistono in noi.

Terzo ingrediente…la testardaggine…..quello che a volte sembra un difetto, qui diventa un elemento indispensabile….senza la testardaggine ci ritroveremmo a mollare dopo le prime fatiche, i continui ematomi, i goffi tentativi.

E ….arriviamo quindi al momento della soddisfazione…

Solo Noi sappiamo quali sono le nostre fatiche, e solo noi quindi sappiamo quando possiamo batterci da sole una pacca sulla spalla….ci affiora un sorrisetto sulla faccia mentre siamo sedute ai piedi del palo sbuffando e guardando  in sù…..

In quel momento, ne sono sicura, tutte quante pensiamo:- e’ stata dura ma ce l’ho fatta! e ci stupiamo di come siamo riuscite ad autoammaestrarci e a fare quello che qualche mese prima ci sembrava impossibile.

Bene, questo è lo spirito che io ho adottato anche nei confronti della vita stessa…..con calma, dedizione e lavoro saremo di sicuro in grado di auto-sorprenderci delle nostre nascoste e insperate capacità, quindi mai abbattersi….ma riprendere col sorriso portandoci orgogliose addosso anche i segni del nostro lavoro nella vita!”

FRANCESCA M. – Rovereto

 

pole_exp-saggio2013_011“Le ore che trascorro in compagnia del pole sono ore di completo e totale isolamento dal resto dei problemi quotidiani. I miei pensieri sono solo per me, sulla mia flessibilità, la mia resistenza fisica e il mio desiderio profondo di riuscire a coordinare con grazia e forza i movimenti del mio corpo. Durante l’allenamento mi sento bene perché mi sfido in ogni esercizio. Sono consapevole di avere molta strada da percorrere e molta fatica davanti, ma so esattamente  dove voglio arrivare e cosa voglio realizzare dei miei muscoli. Dopo l’allenamento, in quei 50 minuti di autostrada che mi riportano a casa, la mente non si stacca dall’esercizio fisico e cerca di fissare i movimenti e i vari passaggi.  Con soddisfazione e benessere fisico la pole dance mi accompagna nei pensieri, donandomi il piacere di stare bene con me stessa. La più grande soddisfazione che provo e’ che mi rendo conto,  passo dopo passo, lezione dopo lezione dei  piccoli progressi che mi danno gioia e mi fanno pensare: ce la puoi fare!”

SUSANNA M.  – Bolzano

Confessione di una Pole Dancer

febbraio 11, 2014 Lascia un commento

Vi è mai capitato, spinti da curiosità, di guardare di nascosto in una finestra di una casa sconosciuta per scoprire come vive la gente e confrontare la loro vita con la vostra? In questo articolo vorrei darvi la possibilità di fare la stessa cosa  nell’ambito della Pole Dance tramite la lettura della “confessione” di una Pole Dancer…

la pole dance è onestà“POLE DANCE RAPPRESENTA PER ME L’ONESTA’…

L’onestà con se stessi: riconoscere i propri limiti è il primo passo per superarli, è l’indicazione della strada da percorrere. E anche se sembra un controsenso ti dà sicurezza, perché ti fa conoscere te stessa.

L’onestà del lavoro: tutto il lavoro fatto non è mai perso, tutto quello che dai ti ritorna, non esistono perdite, al massimo ci saranno guadagni scarsi, ma sarà perché ti serve ancora tempo o non hai investito abbastanza (ma visto che sei onesto con te stesso, saprai ammetterlo e decidere di lavorarci di più… o di avere più pazienza :).

L’onestà fra le persone: non si può imbrogliare, tutti faticano e sudano per riuscire a migliorare, siamo tutti diversi nei nostri limiti e nelle nostre doti, ma al tempo stesso assolutamente uguali nella fatica, nella costanza, nella fiducia, nello sconforto, nella felicità e nelle vittorie: un’onestà che diventa solidarietà.

Con la pole dance niente è impossibile, ogni traguardo è raggiungibile: certamente con i propri tempi, che dipendono dalle capacità e dalla forza di volontà e dedizione che si è pronti ad investire. Ma alla fine, chi la dura la vince!

Ammetto che sia molto difficile estrapolare questi insegnamenti dal contesto anche perché nella vita di tutti i giorni, purtroppo, si inseriscono molti fattori esterni fra il lavorare sodo per ottenere dei risultati e poi realmente ottenerli. Forza, sicurezza e caparbietà sono comunque potenziate da questa disciplina e sono essenziali per sopravvivere “là fuori” e stare bene con sè stessi.

LA POLE DANCE MI FA SENTIRE FELICE…

Durante gli allenamenti mi sento energetica, vitale, forte, felice: mi diverto molto, soprattutto a lezione, perché c’è la possibilità di condividere tutte queste emozioni con le altre ragazze e l’effetto viene amplificato. Chiaramente ci sono momenti più difficili, quando non si riesce a fare dei movimenti o farli come si vorrebbe, quando non si è “in giornata” e il rischio è quello di abbattersi, soprattutto quando ci si allena da soli. Ma una cosa che mi ha insegnato la pole dance è proprio a non demordere, a non abbattermi ed accettare i momenti di “calo”: ci sono sempre le giornate no e non vuol dire che non si è capaci e men che meno che gli sforzi sono vani. Ogni ora passata a fare esercizio e stretching è un’ora investita, i risultati spesso non si vedono subito, ma arrivano sempre e .. quando meno te lo aspetti 🙂

LA POLE DANCE HA INFLUENZATO IL MIO CARATTERE …

e sfido qualunque pole dancer a non ammetterlo 🙂 .  Forse lo noteranno meno persone caparbie, forti, entusiaste.. quelle che non demordono mai. Ma tutte quelle che non lo sono (o perlomeno non sempre) si troveranno cambiate sotto questo aspetto: io personalmente mi sento più forte e non solo fisicamente, quanto mentalmente, perché riesco ad avere più pazienza prima di scoraggiarmi, ho più fiducia e so trovare anche più pace con me stessa, la pace che ti da la conoscenza di te stesso nei tuoi punti deboli e forti. Scoprire, riconoscere ed apprezzare i tuoi punti forti, ovviamente, ti rende più sicuro, ma sapere che sui punti deboli puoi sempre lavorarci e hai le prove dei miglioramenti davanti ai tuoi occhi.. beh,

QUESTO TI RENDE INVINCIBILE…”

Stili nella Pole Dance

novembre 1, 2013 Lascia un commento

Pole dance è un ibrido tra la danza, la ginnastica, l’arte acrobatica e quella teatrale. Esistono vari stili di Pole Dance, dove l’accento viene posto su uno piuttosto che su un altro aspetto di questa disciplina.  Tra i più conosciuti stili vi sono: Pole Artistic, Pole Exotic e Pole Fitness.

Pole Artistic– è uno stile che si avvicina alla ginnastica artistica, ma contiene più danza e arte teatrale. La coreografia  deve essere molto armoniosa, esprimere qualche idea ed emozionare il pubblico.  Grande importanza per questo stile hanno la sinergia dei movimenti con la musica, l’espressione teatrale e il costume scenico. A differenza con lo stile Pole Exotic, qui la danza ha spesso carattere non sensuale e la pertica viene utilizzata solo come uno strumento di lavoro per eseguire la coreografia. Proporzione tra i trick/spins sul palo e la danza circa 50% : 50%.  E’ il più spettacolare e emozionante stile di pole dance.

Esempio: Anastasiya Skukhtorova “Alleluja”

Pole fitness – è la vera e propria danza acrobatica volta ad esaltare la potenza fisica del corpo e le sue capacità. L’atleta deve mostrare tanta forza fisica e flessibilità, tutto messo assieme in una sequenza di vari trick eseguiti con accompagnamento di una musica semplice in sottofondo che non distrae attenzione dalla ballerina. Spesso l’atleta non scende dal palo durante tutta la sua performance e si esibisce scalza e con le scarpe da ginnastica. Proporzione tra i trick/spins sul palo e la danza circa 80% : 20%.   E’ il più difficile stile di pole dance.

Esempio: Pantera Blacksmith (si esibisce sul “palo volante”, una variazione di pole dance detta Flying Pole Dance che lei stessa ha introdotto nell’anno 2013)

Pole Exotic – è la danza sinuosa che esalta la bellezza e la sensualità di una donna (o, più raramente, di un uomo). Più che trick difficili sul palo, qui sono molto più importanti la plastica femminile, la flessibilità, l’espressione di emozioni del corpo. Sono ammessi vestiti sexy (stivali, scarpe con tacchi altissimi, lingerie e gadget sexy). A differenza con la lap dance, qui la ballerina non si spoglia, non accarezza  le zone intime con le mani e non balla sulle ginocchia di un uomo. Nonostante il suo carattere, questo stile non è volgare, ma “sanamente erotico”, se eseguito da una pole dancer professionale e seria. Siccome qui i trick difficili e la forza fisica hanno un ruolo secondario, Pole Exotic è uno stile più adatto ai principianti.

Esempio: Altehta Austin

Oltre a questi 3 stili principali della Pole Dance, possiamo distinguere tanti altri stili, per esempio:

Pole Tribal – lo stile tribale con movimenti molto veloci, selvatici, a volte bruschi, decisi.
Esempio: Oona Kivela

Pole Tango – la pole dance stilizzata che utilizza la musica e gli elementi di tango.
Esempio: Elena Gibson

Pole Ballet – la pole dance stilizzata che utilizza la musica e gli elementi della danza classica.
Esempio: Julian Fay

Pole Modern&Drama  – la pole dance in stile della danza moderna attraverso la qualche viene raccontata una storia…
Esempio: Marlo Fisken

Probabilmente esistono tanti altri stili della Pole Dance che non ho elencato in questo articolo. La varietà di stili è una naturale conseguenza della libertà di espressione che permette questa disciplina ai suoi seguaci. Siamo tutti diversi dal punto di vista della forza fisica, la costituzione del corpo, la flessibilità,  il carattere, l’emotività, le preferenze musicali e il background di danza. Per questo motivo, dobbiamo cercare di unire tutti questi elementi unici che formano la nostra personalità e creare il nostro proprio stile di Pole Dance. Chi cerca, trova!

Oona Kivelä : Great tips from a great pole dancer

maggio 19, 2013 Lascia un commento

“Non smettere mai di imparare e impara dai migliori” – diceva la mia nonna. Seguendo il suo consiglio e cercando qualcosa di nuovo e interessante su Internet, ho scoperto il meraviglioso video “An hour with Oona Kivelä” realizzato da poleranking.com, che contiene tantissimi utili consigli a tutte le persone che praticano la Pole Dance:

In questo articolo vorrei fare un riassunto di consigli che ha dato Oona Kivelä e presentare brevemente questa giovane, saggia  e molto brava atleta finlandese ai miei lettori.

Oona Kivela è conosciuta nel mondo di Pole Dance grazie alla sua straordinaria musicalità, precisione,  forza fisica, velocità,  movimenti fluidi e unici. Ex ginnasta (ha praticato la ginnastica dai 9 ai 24 anni) ha scoperto la Pole Dance nel 2008 e solo dopo 8 mesi di allenamento ha già vinto il suo primo campionato nazionale in Finlandia:

Molto presto la giovane atleta si è guadagnata anche il primo posto sulla scala internazionale, vincendo nell’anno 2011 il campionato mondiale di Pole Dance in Brasile:

Grazie alla forza, musicalità e straordinaria tecnica, Oona è diventata la protagonista del video “Pole Dance: an olympic sport?” che ha mostrato a tutto il mondo la vera natura della Pole Dance come Arte e come Sport:

Per leggere tutta la biografia di Oona, v invito di visitare il suo sito: http://www.oonak.com/biography/

Oona Kivela

Ed ecco il mio riassunto dei consigli di Oona che io ho apprezzato tantissimo:

1.       Si devono conoscere bene le proprie forze e debolezze… e lavorare il doppio sulle debolezze.

Per esempio, Oona all’inizio della sua carriera come Pole Dancer era molto forte fisicamente, ma le sue debolezze erano la flessibilità e il “portamento da ginnasta”, non da ballerina. La determinata atleta confessa che, prima del suo campionato, ha lavorato sulla propria flessibilità ogni notte per 6 mesi , per 1 ora e mezza, per ottenere i risultati che desiderava.

2.       Potenziamento muscolare e flessibilità sono inseparabili e devono essere presenti in ogni allenamento.

3. Abbinate allenamenti sul palo con altri tipo di allenamento senza palo.  “Take strengthening off the pole!” – insegna Oona e consiglia di fare 2-3 allenamenti alla settimana con il palo e 2-3  allenamento senza (p.es. esercizi di potenziamento a corpo libero, vari tipi di danza, yoga etc.) Pole Dance tende a contratte tutti i nostri muscoli, per questo motivo abbiamo bisogno di qualcosa per farli riposare, allungarsi, aprirsi..”

4. Dedicate il tempo per potenziare il “core” (il torso). Il potenziamento del corpo per la Pole Dance non è solo il potenziamento delle braccia e gambe. Il potenziamento parte dal “core”, quindi dalla zona di addominali che va in su verso il petto e le braccia, e in giù verso le gambe…

5. Usate il “resistant bend” (fascia elastica) per riscaldare e allungare i muscoli prima e dopo gli allenamenti intensi.  “I definitely thing that every single Pole Dancer should be using resistant bend”.

6.Imparate dai grandi ballerini che non necessariamente provengano dal mondo di Pole Dance. Per esempio, Oona  guarda spessi i video di ginnastica artistica, pattinaggio su ghiaccio e cita il suo preferito ballerino della danza classica, Mikhail Baryshnikov:

7. Ricordate che la flessibilità è molto importante e presente in ogni movimento. Non pensate che serve solo per “extreme levels”. Ovviamente, alcuni individui sono più portati a fare gli allungamenti, anche quelli più estremi, ma per la maggior parte delle persone flessibilità deve significare stare sani. “For me it’s more about being healthy and opening up different places in your body”.

8. Nella creazione di una coreografia la cosa più importante è la musica.  Per esempio, Oona non pensa mai quale movimento utilizzare nella coreografia, ma si lascia guidare dalla musica. “I hear music and I see movement… You need to own the song, every single note and bit, you need to  dream this song.  You need to play with this song to improve the flow”.

Grazie Oona di questi preziosissimi consigli!