Tappe di sviluppo della nostra scuola di Pole Dance a Trento dal 2011 al 2017

giugno 10, 2017 Lascia un commento

La nostra scuola, quest’anno, ha festeggiato 6 anni della sua nascita sul territorio trentino e in questo articolo desidero ripercorrere con voi le tappe principali del suo sviluppo.

1. Primi incontri conoscitivo-dimostrativi casalinghi Estate 2011

Il lancio della prima scuola di Pole Dance in Trentino è stata un’impresa ardua e audace. I primi ostacoli da superare erano i tanti pregiudizi contro questa nuova e sconosciuta disciplina. Per questo motivo abbiamo iniziato un percorso “educativo”,  sviluppando il sito PoleDanceSoulExpression.com e scrivendo i testi sulle particolarità tecniche della Pole Dance e sulla storia di questa disciplina nel mondo e in Italia. Inoltre, per avvicinnare e incoraggiare le future allieve a provare questa disciplina, abbiamo organizzato, all’inizio, vari incontri “casalinghi” con la presentazione e dimostrazione di Pole Dance dal vivo.20110619_0525_small

2. Prima lezione di Pole Dance novembre 2011

Trovare una palestra disposta ad ospitare questa nuova disciplina non è stato per nulla semplice, la diffidenza era molta. Mancava l’attrezzatura, da acquistare, trasportare, montare, smontare… Gira e rigira abbiamo finalmente trovato la location adatta, acquistato i pali e dopo il lavoro sodo di preparazione del terreno per l’arrivo della Pole Dance in Trentino, i risultati non si sono fatti aspettare. Ci hanno iniziato a contattare le prime allieve, deciderose di mettersi in gioco, ed i primi due gruppi, in lingua italiana e in lingua russa, sono partiti dal novembre 2011.  Da lì in poi, il numero di gruppi e di allieve ha iniziato a crescere in maniera costante ed esponenziale, ospitando al corso non solo le allieve di Trento, ma anche di Rovereto,  Bolzano, Vipiteno e Padova.

3. Primo saggio Natale 2012

Col passare del tempo la bravura delle nostre allieve cresceva sempre di più, così come anche il loro coraggio di raccontare e dimostrare alle persone esterne che genere di Disciplina sportiva con la D maiuscola stanno praticando. Ed ecco che a Natale 2012 abbiamo organizzato il nostro primo saggio aperto al pubblico di parenti e amici che potevano apprezzare gli sforzi e i frutti di lavoro delle loro donne.

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4. Prima esibizione pubblica presso Auditorium S. Chiara Dicembre 2013

La Pole Dance inizia ad attirrare sempre più attenzione ed ecco che qualche settimana prima di Natale 2013 ci contatta il cantante trentino Valentino Magnani per proporci di fare l’apertura al suo concerto di beneficienza all’auditorium Santa Chiara con l’esibizione di Pole Dance. Pronti! Cogliamo al volo una nuova occasione per presentare la Pole Dance al pubblico trentino.IMG-20131215-WA0001

5. Prima uscita all’aperto Estate 2014

La nostra scuola non è certo caratterizzata da rapporti formali tra insegnante e allieve, ma è una communità di persone che si vogliono bene, si apprezzano e si sostengono. Per questo motivo, nell’arco dell’anno cerchiamo sempre di creare momenti conviviali, uscire dalle mura della palestra, incontrarci in un’ambiente rilassante, chiachierare, fare una grigliata, ballare e fare delle foto sul palo.  Così è stato al Rio Gola nell’estate 2014.

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6. Primo spettacolo della scuola in un locale anni 50’  a Caldonazzo S.Valentino 2015

Ci piacciono i progetti un po’ pazzi e insoliti, pertanto quando ci è arrivata la proposta di esibirsi con la scuola al 50’ Bar di Caldonazzo, il bar in stile americano anni 50’, l’abbiamo accettata. Questa idea ci ha ispirato per preparare le coreografie in stile Rock’n’roll sul palo, ci siamo attrezzati con i vestiti e gli accessori adeguati  e abbiamo creato uno show indimenticabile.

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7. Prima coreografia di coppia Natale 2016

Ci sono tantissimi stili di Pole Dance che insegna e promuove la nostra scuola, che variano dal stile artistico, a piedi nudi, allo stile exotic, rigorosamente con le scarpe altissime e vestiti sexy. A questi stili abbiamo aggiunto anche Pole Dance Double, che abbiamo inaugurato con l’esibizione di Natalia e Silvia a Natale 2016.

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8. Primo spettacolo al Museo Muse Febbraio 2017

Un vero gioiello nella storia della nostra scuola è stata l’esibizione di Natalia al Museo Muse di Trento a febbraio 2017 all’interno del progetto “La voce della Piazza”. Natalia si è esibita tra i quadri di Matteo Boato, in questo ambiente nobile, respirando l’arte da tutti i pori ed emozionando il pubblico con le sue ultime creazioni in stile Artistic Pole Dance. L’evento, andato in diretta sul profilo facebook del Muse, ha raggiunto più di 3500 visualizzazioni e questo non può che far bene a questa splendida disciplina associandola sempre più ad una forma di arte, proprio come desidera Natalia.

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9. Primo ballo con la pancia Aprile 2017

A febbraio 2017 Natalia ha scoperto con la gioia di essere incinta per la seconda volta. Rispetto alla prima volta, quando non sapeva bene cosa poteva e che cosa non poteva fare sul palo, questa volta aveva già l’esperienza di “Pregnant Pole Dance” e aveva un’ottima conoscenza del proprio corpo. Per cui, Natalia ha deciso non solo di portare avanti  i suoi corsi ancora per due mesi, ma anche di preparare la propria coreografia con la pancia, con la quale durante il saggio primaverile ad Aprile 2017 ha raccontato al pubblico un’emozionante storia della gravidanza, del parto e della maternità. La sua danza è stata accompagnata dalla voce dal vivo di Federica Perini che ha cantato la canzone “Lo Scrigno di Cristallo” di Anna Tatangelo.

Con questa ultima tappa, ci salutiamo fino all’apertura dei nuovi corsi della stagione 2017-2018 a novembre 2017.

 

Come la Pole Dance ha cambiato la mia vita

aprile 30, 2017 Lascia un commento

Succede spesso di sentire che la Pole Dance letteralmente stravolge la vita delle persone, cambiando il loro mondo interiore e apportando delle modifiche positive nel loro mondo esteriore. Vi sembra una cosa improbabile? Un miracolo?

Provate per crederci, leggendo queste piccole storie-confessioni di alcune delle mie allieve…

Ecco il racconto di Irene:

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“Tempo, pazienza, voglia, fatica con queste cose tutto si fa”…. Non è una frase di uno scrittore o di un personaggio famoso, ma è quello che mi ripeteva spesso una persona che porto nel cuore ogni giorno: la mia nonna! Quando ero bambina frequentavo la scuola musicale. Nello stesso edificio saltellavano bambine in tutù rosa a tempo di musica. Emozionata e sognante, le ho osservate per giorni, per anni,  attraverso un angolo della vetrata della palestra dove facevano lezioni. Avrei dato qualsiasi cosa per poter essere una di loro,  circondata da veli  e scarpette di raso. Ma purtroppo questo forte desiderio di bambina non è mai stato esaudito. Sono cresciuta oramai, ma non mi sono mai dimenticata dei sogni di quando ero piccola, che difficilmente si realizzano, stando seduti ad aspettare.
Mi chiamo Irene ho 38 anni, non ho mai avuto il coraggio di danzare e imparare quest’arte meravigliosa. Mi sento goffa e impacciata…. e fatico a guardarmi allo specchio. Ma  Natalia con la sua Pole Dance ha incrociato la mia strada e mi ha fatto credere che con impegno, allenamento e sacrificio posso realizzare quel sogno… Ho iniziato la pole dance due mesi e mezzo fa… Non avrei mai pensato di ritrovare intatte le emozioni che provavo da bambina. Amo questo sport e, anche se le difficoltà non mancano e non mancheranno, vedere un sogno che diventa realtà  vale tutta la fatica, i lividi e il dolore fisico che a volte provo. Quindi, cara nonna, sono felice di dirti che avevi ragione… Tutto si può fare con gli strumenti giusti!”

Un’altra meravigliosa storia ci racconta Santina:

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“Ho iniziato Pole Dance in un momento in cui tutto nella mia vita non sarebbe più stato uguale a prima… Spinta dalla curiosità, inizio questa avventura in cerca di risposte che col tempo sarebbero arrivate…  Grazie all’aiuto e la professionalità di Natalia, me ne innamoro da subito, nonostante le difficoltà di questa disciplina.  In questi due anni la mia insegnante mi ha trasmesso davvero tanto e, un po’ alla volta, sono riuscita a capire che cos’è davvero la pole dance..
Pole dance non è solo una disciplina… Pole dance è arte, è espressione di se, è forza, determinazione ed eleganza… Ognuna di noi lo fa in base alle proprie capacità e alla propria storia… A me ha dato forza e consapevolezza, ed ogni volta mi mette davanti nuovi ostacoli da superare … A volte si torna a casa dopo la lezione con grande gioia, dopo aver conquistato dei piccoli risultati. Altre volte, invece, tristi e sconsolate per non essere riuscite a portarsi a casa delle nuove figure e dei nuovi obiettivi. Ma questo non ci scoraggia, anzi, diventa una nuova motivazione per andare avanti e per continuare a migliorare… In questi due anni durante le lezioni, durante i momenti insieme a Natalia, sono riuscita a scoprire in me una forza e una determinazione che forse non sapevo neanche di avere. Sono riuscita a portare questa forza anche nella vita personale. Le sfide che ogni volta ci troviamo davanti non riguardano solo la pole. Non sono solo una meta, un fine da raggiungere, non riguardano solamente una sfera fisica, ma  anche e soprattutto una sfera più intima e personale… La pole ci porta a superare dei limiti al di là dei quali noi non avremmo mai pensato o creduto di poter andare… Ma questi limiti sono più una condizione mentale. Il fatto di non riuscire a fare qualcosa è perché siamo noi che ci mettiamo davanti quei limiti… E questa consapevolezza in palestra, come nella vita,  mi ha dato forza e sicurezza in me stessa… Questo mi ha dato la Pole Dance… ”

La storia di Linda:

“Mi sono avvicinata alla pole dance nel settembre del 2016 con un desiderio di sperimentare l’acrobatica unita alla sensualità.  In un’epoca dove tutto sembra essere veloce e liquido credo sia importante per una donna maturare una consapevolezza del corpo anche per lavorare sulla mente. La pole dance consente di sviluppare proprio questo equilibrio attraverso movimenti fluidi e figure precise che possiamo ottenere con allenamento e concentrazione.  Da sempre appassionata ad ogni forma di arte, vivo in una costante ricerca interiore che mi permette di esprimere il mio mondo sia attraverso la musica che la pittura. L’aver scoperto la pole dance come modalità di espressione ha certamente contribuito a potenziare il mio lato creativo, ma non solo… Ho potuto constatare una maggiore attenzione a parti del corpo che prima ignoravo, muscoli dimenticati, ed ho appurato il beneficio che ne trae la mente… come se si liberasse… durante e dopo l’allenamento.  Felice di aver iniziato questo percorso, sento che il potenziale è grandissimo… La crescita è continua e senza limiti… Ringrazio Natalia e le mie compagne per condividere questa meravigliosa esperienza di consapevolezza e sensualità.”

Federica ci racconta la sua esperienza di Pole Dance:

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“Anni fa mi sono avvicinata al mondo della thai boxe. Sono ormai 8 anni che pratico questo sport, e forse proprio per questo ho voluto provare a rimettermi in gioco provando qualcosa di diverso. E cosa potevo provare di diverso dalla boxe se non la pole dance? E’ partito tutto come un gioco, un corso di 8 lezioni che si sarebbe concluso in breve tempo, senza troppo impegno. Ma così non è stato. Al contrario di come tanti pensano, la boxe è uno sport completo. Non è solo forza e fisico, ma è anche testa, ragionamento, determinazione. E tutto ciò, con mia grande sorpresa, l’ho ritrovato anche nella pole dance. La pole dance non insegna solo a ballare e ad essere sensuali. La pole dance è fatica, è superare i propri limiti, è sudore e soddisfazione. Sicuramente per una donna, al contrario della boxe, la pole dance definisce il lato femminile, lo perfeziona e lo esalta; ma esattamente come nella boxe ogni movimento è studiato, ogni mossa ha la tua tecnica, ogni passo ha la sua conseguenza. Ecco perché quel corso di 8 lezioni, iniziato per gioco, non si è più fermato e credo che non si fermerà per un bel po’. Per me la pole dance è sport. La pole dance è donna. La pole dance è emozione.”

Proseguiamo con la storia di Ilaria:

“La pole è iniziata come una prova verso me stessa, per esplorare i limiti del mio corpo, della mia forza, poi mi sono innamorata e come ogni “storia d’amore” la parte dell’innamoramento è la più bella, ma ci sono anche i momenti di sconforto, in cui guardi i video di performer esperti e ti viene voglia di gettare la spugna. O di imparare. Ho iniziato pole dance per diventare “più femminile” come molte pensano al principio, poi ho visto che mi ha dato molto, ma molto di più. Mi ha insegnato la costanza, perché la pole è un impegno, non dettato dall’agenda, ma dallo spirito. Mi ha insegnato la pazienza (e quanto ne avevo bisogno!!!) perché perseverando si ottiene ogni risultato. Mi ha insegnato a unire mente e corpo, non solo a ripetere una successione di movimenti, ma a dargli un senso, il MIO senso. Mi ha dato dei riferimenti, delle donne che come me si mettono alla prova, che come me combattono le loro battaglie, piccole o grandi che siano, e lo sappiamo tutte, anche se non ce le diciamo. E’ passato solo un anno da quando ho iniziato in questa palestra, ma da sola mi accorgo di non esser più la stessa di prima.”

Concludiamo questo articolo con la storia molto intima e metaforica di Silvia:

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“Te ne stai lì, in mezzo al soggiorno e mi guardi, non parli ma sento il tuo sguardo che si posa insistente su di me. So che mi stai giudicando… Mi giro e imperterrita continuo nel mio ozio sdraiata sul divano, navigo un po’ su internet ma sento sempre la tua presenza che sovrasta tutto, accendo la tv e come sempre non c’è nulla che attiri la mia attenzione, allora prendo un libro ma sono sovrappensiero e i miei occhi continuano a spostarsi dalle pagine per capire se mi stai ancora guardando. So già la risposta. Lì dall’alto della tua figura esile e lucente punti il dito su di me e con un sottile gioco psicologico mi sfidi. E come sempre vinci tu. Corro in camera e facendo una fantozziana imitazione di Superman, passo dall’essere la svogliata donna in pigiama di pelo e ciabattone alla scosciata pole dancer in culotte e microtop. Esco dal bozzolo e mi trasformo in una farfalla, a volte più falena, a volte anche balena. E via di inversioni più o meno spettacolari aiutata da quintali di crema per il grip, magnesite e vodka che arrivata alla fine dell’allenamento sembro più un muratore coperto di malta che l’affascinante ballerina che vorrei essere.  Ma comunque vinci sempre tu. Tecnicamente sei solo una pertica in acciaio inox ottonato di diametro 45mm ed altezza 2.90m dotato di un meccanismo interno per il fissaggio a pressione ed uno per la rotazione in asse verticale. Praticamente sei una attrezzo ginnico atto all’esecuzione di figure acrobatiche ed artistiche. Personalmente sei una passione, la ragione delle miei gioie e dei miei tormenti, l’unico amante che potrei mai avere, il mio peggior nemico e il mio miglior amico. Fa paura pensare questo di 15 kg di ferro.”

Exotic Pole Dance – alla scoperta degli archetipi femminili…

settembre 7, 2016 Lascia un commento

anna2Negli ultimi anni, iniziamo sempre più spesso a sentir parlare della corrente sensuale di Pole Dance, ovvero di Exotic Pole Dance. Pure in Italia, dove fino a 5 anni fa, solo nominando la Pole Dance classica, rischiavi di essere malintesa, adesso vengono organizzati corsi di Exotic, campionati di Exotic e workshop di Exotic con le Pole Stars straniere. Leggi tutto…

Pole Dance come strumento di Bonding con i vostri Bambini

settembre 10, 2015 Lascia un commento

 

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Il bonding è un termine che si usa per definire quel legame speciale e indissolubile che unisce un figlio alla propria madre. Questo legame inizia a stabilirsi già a partire dalla vita in grembo e poi si sviluppa e rafforza per tutta la vita del nascituro. E’ un processo fisico, emozionale, ormonale e spirituale molto importante, perchè forma le fondamenta dell’intelligenza emotiva del bambino e delle sue capacità di avere sane relazioni con altre persone. Esso si sviluppa con successo, quando le madri passano tanto tempo di qualità con i propri figli e li avvolgono con emozioni positive, come amore,  gioia e felicità.

Mi chiederete: che cosa c’entra con tutto questo la pole dance?

Apparentemente niente, ma… in pratica può essere uno strumento utile per rafforzare il legame affettivo con il vostro bambino, sopratutto se siete Pole Dancer per passione e non volete privarvi di questo lato importante della vostra vita.

Ecco alcuni spunti come fare il bonding tramite la Pole Dance:

  1. Passare tanto tempo di qualità assieme ai vostri figli.

Quando i bambini sono molto piccoli: posizionate i vostri figli sulla sdraietta e lasciateli guardarvi mentre vi allenate, tenendo sempre un’occhio a quello che stanno facendo.

Quando i bambini sono un po’ più grandi coinvolegeteli nel vostro allenamento, divertitevi e giocate assieme! I bambini amano fare le spin sul palo e potete sorprendervi di quanto possono essere bravi e creativi nel farlo!

  1. Trasmettere emozioni positive al bambino: gioia, felicità, amore.

Per riuscire a trasmettere emozioni positive, bisogna essere una donna completa e felice, che, oltre ad essere una mamma, non dimentica tutti gli altri aspetti della sua personalità interiore ed esteriore (si prende cura del proprio corpo, non abbandona le proprie passioni, etc.). Fate le cose che vi appassionano, che vi fanno davvero felici e state sicure che i vostri figli, guardandovi, assorbiranno come le spugne tutte le vostre emozioni positive e saranno felici assieme a voi!

  Vediamo alcuni esempi di donne che hanno utilizzato la Pole Dance per fare bonding con i propri figli.

  1. Bonding nel grembo materno attraverso la Pole Dance durante la gravidanza.

Per quanto può essere controverso dire sì o no alla pratica di Pole Dance durante la gravidanza, questo ballo emozionante di Ashley Wright è un ottimo esempio dell’amore trasmesso alla propria figlia tramite la Pole Dance.

Per chi ha dubbi sulla Pole Dance in gravidanza, vorrei sottolineare che la donna nel video è una ballerina esperta che sa praticare questa disciplina in modo sicuro, anche essendo incinta. Per ulteriori informazioni sulla Pole Dance in gravidanza, vi consiglio di leggere questo articolo.

  1. Bonding attraverso il tempo di qualità passato assieme.

pole dance shool baby-friendlyIn questa foto potete vedere Anna Milosevic, la ballerina di Pole Dance, che all’età di 34 anni ha partorito una figlia e, non avendo possibilità di lasciarla alla tata o all’asilo, ha fondato una scuola innovativa di Pole Dance a Londra. In questa scuola “baby-friendly” le mamme possono venire ad allenarsi, portando con sè i propri bimbi. L’ambiente della scuola è pulito, famigliare e attrezzato con area giochi per i piccoli. In questo modo, le mamme possono risparmiare i soldi sulle baby-sitter, passare il tempo assieme a propri figli e continuare a praticare la Pole Dance.

Clicca qui per leggere l’intero articolo in inglese.

  1. In questo video Ashley Wright domistra in che modo si può unire la Pole Dance e Baby-wearing (un altro noto strumento di bonding).

  1. La giovane donna in questo video è la fondatrice di StudioVeena.com e la mamma di ben quattro figli maschi! (Il ballo assieme ad uno dei suoi figli inizia al  51′ secondo del video).

Come abbiamo visto, per utilizzare la Pole Dance come uno strumento di bonding basta essere un po’ creative e creare un ambiente sicuro  e protetto per i vostri figli. Ricordate che il bambino è felice quando la sua mamma è felice, quindi non abbandonate le vostre passioni, neanche nella vostra vita da mamma!

Pole Dance anche all’aperto!

agosto 25, 2014 Lascia un commento

Pole Dance non è solo fatica durante allenamenti in palestra e a casa, rivalità durante i campionati, agitazione durante le performance davanti al pubblico…

Pole Dance significa anche fare tante nuove amicizie, non prendersi troppo sul serio e, a volte, andare a divertirsi in una bella compagnia all’aperto, come abbiamo fatto noi quest’anno nei pressi di Ravina.

Guardate questo video che riassume la nostra splendida giornata trascorsa tra pole dance, photosession, grigliata e bagni sotto le cascate di Rio Gola.

La Pole Dance come l’Esperienza Ottimale (Flow)

marzo 5, 2014 1 commento

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C’è qualcosa di magnetico nella Pole Dance…  Ci sentiamo trascinate nel suo piacevole e coinvolgente mulinello acrobatico già dopo le prime lezioni e, molto presto, ci accorgiamo che ci siamo innamorate perdutamente nel suo fascino e che non possiamo più farne a meno. La Pole Dance ci appassiona, ci ossessiona e ci trasforma non solo fisicamente, ma, soprattutto, psicologicamente.

Questo “effetto collaterale” della Pole Dance lo conoscono tutte, ma non tutte conoscono il perché di questa “magia”. Come mai, a differenza di altri tipi di allenamento fisico, la Pole Dance non stufa le ragazze che la praticano? Come mai non passa di moda? Come mai suscita così tanto entusiasmo e coinvolgimento a 360°? Sicuramente, tali fattori, come l’originalità e la sensualità di questa danza, hanno attratto molte donne a provarla. Tuttavia, il fattore decisivo che riesce a conquistare per sempre la vostra anima, si chiama “l’esperienza ottimale” o “flow”.

 La teoria dell’Esperienza Ottimale (“Flow” o, nel campo sportivo, “trance agonistico”) è stata sviluppata a partire dagli anni ottanta dal professore ungherese Mihalyi Csikszentmihalyi (per approfondimenti: Csikszentmihalyi, Mihaly (1990). Flow: The Psychology of Optimal Experience) . Si tratta di “un’esperienza caratterizzata da un profondo senso di coinvolgimento che ci dà molta soddisfazione, provoca un sentimento di benessere e rende la nostra vita più significativa e gratificante”.

Qualsiasi attività quotidiana, dalla pulizia dei vetri alla composizione di un’opera,  può diventare un’ esperienza ottimale, purché contenga i principali elementi caratteristici che vedremo più in avanti. Tuttavia, bisogna dire che alcune attività, come sport, danza, musica o pittura, permettono di raggiungere lo stato di Flow più facilmente, poiché sia la loro struttura che le loro regole ci guidano in modo naturale verso il “trance esperienziale”.

Analizzando la Pole Dance alla luce della teoria dell’Esperienza Ottimale e delle sue principali caratteristiche, sono giunta alla conclusione che questa disciplina ne è un perfetto esempio. Ecco la spiegazione della sua irresistibile magia! La sintesi della mia analisi è raccolta in questa tabella:

Caratteristiche dell’Esperienza Ottimale Applicazione nel campo di Pole Dance
Obiettivi definiti:

gli scopi e i modi per raggiungerli sono chiari

 

In ogni allenamento abbiamo le idee chiare su che cosa vogliamo imparare (nuovo trick/coreografia) e come dobbiamo eseguirlo (la tecnica, i punti di contatto tra il corpo e il palo, i muscoli coinvolti, etc.)
Feedback diretto e inequivocabile:

percezione precisa e chiara di come stanno andando le cose.

Possiamo avere il feedback immediato dalle persone esterne (istruttore) oppure l’auto-feedback (guardando nello specchio/registrando un video).
Bilanciamento tra sfida e capacità:

le opportunità di azione e le richieste del mondo esterno sono percepite in equilibrio con le capacità interne a disposizione per farvi fronte.

La Pole Dance non viene percepita né come troppo facile né come troppo difficile per il soggetto che la impara in modo graduale e metodico. Infatti, esistono vari livelli della Pole Dance, dal Principiante all’ Avanzato, che permettono ad ogni persona di affrontare le sfide in relazione con le proprie capacità del momento e, nello stesso tempo, preparano fisicamente per crescere e passare al livello successivo.
Concentrazione totale sul compito:

tutta la concentrazione è focalizzata sulla situazione in atto. Preoccupazioni e conflitti scompaiono dalla coscienza (la persona non ragiona né sul passato né sul futuro, ma solo sul presente, è nel “Qui ed Ora”).

La pratica di Pole Dance richiede tantissima concentrazione sulla tecnica, sull’eleganza, sulla forza e sulla sicurezza. In caso contrario, si rischia di farsi male oppure di eseguire i moves in modo sbagliato o brutto.
Assenza di autoconsapevolezza:

il soggetto è talmente assorto nell’attività da non preoccuparsi del suo ego.

Quando ci alleniamo, siamo concentrate e assorte dalla Pole Dance al massimo, il che ci fa dimenticare tutti i nostri problemi, paure e anche il nostro io, timido e insicuro. Avvertiamo un senso di “serenità”, abbiamo una sensazione di andare oltre e trascendere il proprio ego, di fare parte di un sistema più grande, di muoversi in armonia con il nostro palo, come dentro una corrente, un flusso.
Senso del tempo alterato:

si altera la percezione del tempo. Non ci si rende conto del suo scorrere.

Tutte le mie allieve dicono, infatti, che la lezione di un’ora vola in un attimo…
Integrazione tra azione e consapevolezza:

la concentrazione e l’impegno sono massimi. La persona è talmente assorta nell’azione da fare apparire l’azione naturale.

Quante volte abbiamo ammirato le campionesse del mondo della Pole Dance che eseguono le coreografie in modo leggero e naturale? Le loro performance sono l’espressione massima dell’esperienza ottimale.
Senso di controllo automatico:

la percezione di avere tutto sotto controllo e di poter dominare la situazione.

La pratica della Pole Dance ci dà una piacevole sensazione di dominare il proprio corpo, poterlo gestire con abilità come una bella e potente ferrari grazie alla forza acquisita durante gli allenamenti.
Presenza di piacere e motivazione intrinseca:

l’azione dà un piacere intrinseco, fine a se stesso. Il soggetto permane nella situazione perché essa lo ripaga pienamente.

Una volta provata la Pole Dance, essa diventa una passione, una necessità fisica e psicologica, perché ci riempie di sensazioni piacevoli e ci rende felici.

Recapitolando, possiamo affermare con certezza che la pratica della Pole Dance permette di vivere l’esperienza ottimale, grazie alle caratteristiche che distinguono questa attività. Il piacere che proviamo durante allenamento è talmente forte da spingerci a tornare e ritornare alla Pole Dance, nonostante  lividi, difficoltà, sconfitte temporanee, pericoli potenziali e, addirittura, traumi. Le radici di questo piacere stanno non soltanto nella possibilità di porsi e raggiungere gli obiettivi, ma nell’ andare verso di essi, a prescindere dal fatto se siano per noi fattibili o meno. Per un certo momento la Pole Dance ci rende immortali, diversi da tutti gli altri. All’improvviso ci troviamo in una realtà alternativa, in un mondo diverso, dove non apparteniamo più a noi stesse, ma alla danza, alla musica e all’Universo. In questo mondo, dove noi siamo le protagoniste, non esiste il caos, la nostra mente è perfettamente organizzata e limpida e la percezione della normalità è ampliata (“impossible is possible”). Similmente, come i “dervisci” nella loro sacra danza roteante, anche noi eseguiamo le nostre “sacre” rotazioni attorno al palo, che modificano ulteriormente la nostra percezione e ci fanno sentire estesi, grazie al pieno controllo del nostro corpo e alla sintonia tra noi e l’Universo.

Voglio finire questo articolo con le riflessioni sulla Pole Dance delle mie allieve, che confermano la mia teoria che la Pole Dance è decisamente l’Esperienza Ottimale…

 

pole_exp-saggio2013_175“La cosa che più mi ha colpito della pole dance è che questa disciplina, oltre ad essere veramente completa come preparazione muscolare dà modo alla nostra mente di cambiare, ASSIEME AL CORPO. Questo è fantastico!

Mi spiego meglio… Nella preparazione/ esecuzione di un singolo esercizio o coreografia si coinvolgono aspetti che partono da ciò che la musica ci ispira, allo sforzo per riuscire a trasformarli in movimenti che “rendano” il nostro stato d’animo in quel preciso istante! Questo assomiglia molto al lavoro di pittori, fotografi ecc.

Poi c’è la parte di “controllo” dei nostri movimenti, ossia di disciplina per rendere il movimento ben fatto, piacevole a vedersi e fluido, costringendoci quindi all’attenta osservazione di noi stesse e all’imposizione di regole. L’inverso della fase artistica di prima…..prendiamo quindi conoscenza di due parti molto diverse che coesistono in noi.

Terzo ingrediente…la testardaggine…..quello che a volte sembra un difetto, qui diventa un elemento indispensabile….senza la testardaggine ci ritroveremmo a mollare dopo le prime fatiche, i continui ematomi, i goffi tentativi.

E ….arriviamo quindi al momento della soddisfazione…

Solo Noi sappiamo quali sono le nostre fatiche, e solo noi quindi sappiamo quando possiamo batterci da sole una pacca sulla spalla….ci affiora un sorrisetto sulla faccia mentre siamo sedute ai piedi del palo sbuffando e guardando  in sù…..

In quel momento, ne sono sicura, tutte quante pensiamo:- e’ stata dura ma ce l’ho fatta! e ci stupiamo di come siamo riuscite ad autoammaestrarci e a fare quello che qualche mese prima ci sembrava impossibile.

Bene, questo è lo spirito che io ho adottato anche nei confronti della vita stessa…..con calma, dedizione e lavoro saremo di sicuro in grado di auto-sorprenderci delle nostre nascoste e insperate capacità, quindi mai abbattersi….ma riprendere col sorriso portandoci orgogliose addosso anche i segni del nostro lavoro nella vita!”

FRANCESCA M. – Rovereto

 

pole_exp-saggio2013_011“Le ore che trascorro in compagnia del pole sono ore di completo e totale isolamento dal resto dei problemi quotidiani. I miei pensieri sono solo per me, sulla mia flessibilità, la mia resistenza fisica e il mio desiderio profondo di riuscire a coordinare con grazia e forza i movimenti del mio corpo. Durante l’allenamento mi sento bene perché mi sfido in ogni esercizio. Sono consapevole di avere molta strada da percorrere e molta fatica davanti, ma so esattamente  dove voglio arrivare e cosa voglio realizzare dei miei muscoli. Dopo l’allenamento, in quei 50 minuti di autostrada che mi riportano a casa, la mente non si stacca dall’esercizio fisico e cerca di fissare i movimenti e i vari passaggi.  Con soddisfazione e benessere fisico la pole dance mi accompagna nei pensieri, donandomi il piacere di stare bene con me stessa. La più grande soddisfazione che provo e’ che mi rendo conto,  passo dopo passo, lezione dopo lezione dei  piccoli progressi che mi danno gioia e mi fanno pensare: ce la puoi fare!”

SUSANNA M.  – Bolzano

Confessione di una Pole Dancer

febbraio 11, 2014 Lascia un commento

Vi è mai capitato, spinti da curiosità, di guardare di nascosto in una finestra di una casa sconosciuta per scoprire come vive la gente e confrontare la loro vita con la vostra? In questo articolo vorrei darvi la possibilità di fare la stessa cosa  nell’ambito della Pole Dance tramite la lettura della “confessione” di una Pole Dancer…

la pole dance è onestà“POLE DANCE RAPPRESENTA PER ME L’ONESTA’…

L’onestà con se stessi: riconoscere i propri limiti è il primo passo per superarli, è l’indicazione della strada da percorrere. E anche se sembra un controsenso ti dà sicurezza, perché ti fa conoscere te stessa.

L’onestà del lavoro: tutto il lavoro fatto non è mai perso, tutto quello che dai ti ritorna, non esistono perdite, al massimo ci saranno guadagni scarsi, ma sarà perché ti serve ancora tempo o non hai investito abbastanza (ma visto che sei onesto con te stesso, saprai ammetterlo e decidere di lavorarci di più… o di avere più pazienza :).

L’onestà fra le persone: non si può imbrogliare, tutti faticano e sudano per riuscire a migliorare, siamo tutti diversi nei nostri limiti e nelle nostre doti, ma al tempo stesso assolutamente uguali nella fatica, nella costanza, nella fiducia, nello sconforto, nella felicità e nelle vittorie: un’onestà che diventa solidarietà.

Con la pole dance niente è impossibile, ogni traguardo è raggiungibile: certamente con i propri tempi, che dipendono dalle capacità e dalla forza di volontà e dedizione che si è pronti ad investire. Ma alla fine, chi la dura la vince!

Ammetto che sia molto difficile estrapolare questi insegnamenti dal contesto anche perché nella vita di tutti i giorni, purtroppo, si inseriscono molti fattori esterni fra il lavorare sodo per ottenere dei risultati e poi realmente ottenerli. Forza, sicurezza e caparbietà sono comunque potenziate da questa disciplina e sono essenziali per sopravvivere “là fuori” e stare bene con sè stessi.

LA POLE DANCE MI FA SENTIRE FELICE…

Durante gli allenamenti mi sento energetica, vitale, forte, felice: mi diverto molto, soprattutto a lezione, perché c’è la possibilità di condividere tutte queste emozioni con le altre ragazze e l’effetto viene amplificato. Chiaramente ci sono momenti più difficili, quando non si riesce a fare dei movimenti o farli come si vorrebbe, quando non si è “in giornata” e il rischio è quello di abbattersi, soprattutto quando ci si allena da soli. Ma una cosa che mi ha insegnato la pole dance è proprio a non demordere, a non abbattermi ed accettare i momenti di “calo”: ci sono sempre le giornate no e non vuol dire che non si è capaci e men che meno che gli sforzi sono vani. Ogni ora passata a fare esercizio e stretching è un’ora investita, i risultati spesso non si vedono subito, ma arrivano sempre e .. quando meno te lo aspetti 🙂

LA POLE DANCE HA INFLUENZATO IL MIO CARATTERE …

e sfido qualunque pole dancer a non ammetterlo 🙂 .  Forse lo noteranno meno persone caparbie, forti, entusiaste.. quelle che non demordono mai. Ma tutte quelle che non lo sono (o perlomeno non sempre) si troveranno cambiate sotto questo aspetto: io personalmente mi sento più forte e non solo fisicamente, quanto mentalmente, perché riesco ad avere più pazienza prima di scoraggiarmi, ho più fiducia e so trovare anche più pace con me stessa, la pace che ti da la conoscenza di te stesso nei tuoi punti deboli e forti. Scoprire, riconoscere ed apprezzare i tuoi punti forti, ovviamente, ti rende più sicuro, ma sapere che sui punti deboli puoi sempre lavorarci e hai le prove dei miglioramenti davanti ai tuoi occhi.. beh,

QUESTO TI RENDE INVINCIBILE…”