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Come la Pole Dance ha cambiato la mia vita

aprile 30, 2017 Lascia un commento

Succede spesso di sentire che la Pole Dance letteralmente stravolge la vita delle persone, cambiando il loro mondo interiore e apportando delle modifiche positive nel loro mondo esteriore. Vi sembra una cosa improbabile? Un miracolo?

Provate per crederci, leggendo queste piccole storie-confessioni di alcune delle mie allieve…

Ecco il racconto di Irene:

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“Tempo, pazienza, voglia, fatica con queste cose tutto si fa”…. Non è una frase di uno scrittore o di un personaggio famoso, ma è quello che mi ripeteva spesso una persona che porto nel cuore ogni giorno: la mia nonna! Quando ero bambina frequentavo la scuola musicale. Nello stesso edificio saltellavano bambine in tutù rosa a tempo di musica. Emozionata e sognante, le ho osservate per giorni, per anni,  attraverso un angolo della vetrata della palestra dove facevano lezioni. Avrei dato qualsiasi cosa per poter essere una di loro,  circondata da veli  e scarpette di raso. Ma purtroppo questo forte desiderio di bambina non è mai stato esaudito. Sono cresciuta oramai, ma non mi sono mai dimenticata dei sogni di quando ero piccola, che difficilmente si realizzano, stando seduti ad aspettare.
Mi chiamo Irene ho 38 anni, non ho mai avuto il coraggio di danzare e imparare quest’arte meravigliosa. Mi sento goffa e impacciata…. e fatico a guardarmi allo specchio. Ma  Natalia con la sua Pole Dance ha incrociato la mia strada e mi ha fatto credere che con impegno, allenamento e sacrificio posso realizzare quel sogno… Ho iniziato la pole dance due mesi e mezzo fa… Non avrei mai pensato di ritrovare intatte le emozioni che provavo da bambina. Amo questo sport e, anche se le difficoltà non mancano e non mancheranno, vedere un sogno che diventa realtà  vale tutta la fatica, i lividi e il dolore fisico che a volte provo. Quindi, cara nonna, sono felice di dirti che avevi ragione… Tutto si può fare con gli strumenti giusti!”

Un’altra meravigliosa storia ci racconta Santina:

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“Ho iniziato Pole Dance in un momento in cui tutto nella mia vita non sarebbe più stato uguale a prima… Spinta dalla curiosità, inizio questa avventura in cerca di risposte che col tempo sarebbero arrivate…  Grazie all’aiuto e la professionalità di Natalia, me ne innamoro da subito, nonostante le difficoltà di questa disciplina.  In questi due anni la mia insegnante mi ha trasmesso davvero tanto e, un po’ alla volta, sono riuscita a capire che cos’è davvero la pole dance..
Pole dance non è solo una disciplina… Pole dance è arte, è espressione di se, è forza, determinazione ed eleganza… Ognuna di noi lo fa in base alle proprie capacità e alla propria storia… A me ha dato forza e consapevolezza, ed ogni volta mi mette davanti nuovi ostacoli da superare … A volte si torna a casa dopo la lezione con grande gioia, dopo aver conquistato dei piccoli risultati. Altre volte, invece, tristi e sconsolate per non essere riuscite a portarsi a casa delle nuove figure e dei nuovi obiettivi. Ma questo non ci scoraggia, anzi, diventa una nuova motivazione per andare avanti e per continuare a migliorare… In questi due anni durante le lezioni, durante i momenti insieme a Natalia, sono riuscita a scoprire in me una forza e una determinazione che forse non sapevo neanche di avere. Sono riuscita a portare questa forza anche nella vita personale. Le sfide che ogni volta ci troviamo davanti non riguardano solo la pole. Non sono solo una meta, un fine da raggiungere, non riguardano solamente una sfera fisica, ma  anche e soprattutto una sfera più intima e personale… La pole ci porta a superare dei limiti al di là dei quali noi non avremmo mai pensato o creduto di poter andare… Ma questi limiti sono più una condizione mentale. Il fatto di non riuscire a fare qualcosa è perché siamo noi che ci mettiamo davanti quei limiti… E questa consapevolezza in palestra, come nella vita,  mi ha dato forza e sicurezza in me stessa… Questo mi ha dato la Pole Dance… ”

La storia di Linda:

“Mi sono avvicinata alla pole dance nel settembre del 2016 con un desiderio di sperimentare l’acrobatica unita alla sensualità.  In un’epoca dove tutto sembra essere veloce e liquido credo sia importante per una donna maturare una consapevolezza del corpo anche per lavorare sulla mente. La pole dance consente di sviluppare proprio questo equilibrio attraverso movimenti fluidi e figure precise che possiamo ottenere con allenamento e concentrazione.  Da sempre appassionata ad ogni forma di arte, vivo in una costante ricerca interiore che mi permette di esprimere il mio mondo sia attraverso la musica che la pittura. L’aver scoperto la pole dance come modalità di espressione ha certamente contribuito a potenziare il mio lato creativo, ma non solo… Ho potuto constatare una maggiore attenzione a parti del corpo che prima ignoravo, muscoli dimenticati, ed ho appurato il beneficio che ne trae la mente… come se si liberasse… durante e dopo l’allenamento.  Felice di aver iniziato questo percorso, sento che il potenziale è grandissimo… La crescita è continua e senza limiti… Ringrazio Natalia e le mie compagne per condividere questa meravigliosa esperienza di consapevolezza e sensualità.”

Federica ci racconta la sua esperienza di Pole Dance:

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“Anni fa mi sono avvicinata al mondo della thai boxe. Sono ormai 8 anni che pratico questo sport, e forse proprio per questo ho voluto provare a rimettermi in gioco provando qualcosa di diverso. E cosa potevo provare di diverso dalla boxe se non la pole dance? E’ partito tutto come un gioco, un corso di 8 lezioni che si sarebbe concluso in breve tempo, senza troppo impegno. Ma così non è stato. Al contrario di come tanti pensano, la boxe è uno sport completo. Non è solo forza e fisico, ma è anche testa, ragionamento, determinazione. E tutto ciò, con mia grande sorpresa, l’ho ritrovato anche nella pole dance. La pole dance non insegna solo a ballare e ad essere sensuali. La pole dance è fatica, è superare i propri limiti, è sudore e soddisfazione. Sicuramente per una donna, al contrario della boxe, la pole dance definisce il lato femminile, lo perfeziona e lo esalta; ma esattamente come nella boxe ogni movimento è studiato, ogni mossa ha la tua tecnica, ogni passo ha la sua conseguenza. Ecco perché quel corso di 8 lezioni, iniziato per gioco, non si è più fermato e credo che non si fermerà per un bel po’. Per me la pole dance è sport. La pole dance è donna. La pole dance è emozione.”

Proseguiamo con la storia di Ilaria:

“La pole è iniziata come una prova verso me stessa, per esplorare i limiti del mio corpo, della mia forza, poi mi sono innamorata e come ogni “storia d’amore” la parte dell’innamoramento è la più bella, ma ci sono anche i momenti di sconforto, in cui guardi i video di performer esperti e ti viene voglia di gettare la spugna. O di imparare. Ho iniziato pole dance per diventare “più femminile” come molte pensano al principio, poi ho visto che mi ha dato molto, ma molto di più. Mi ha insegnato la costanza, perché la pole è un impegno, non dettato dall’agenda, ma dallo spirito. Mi ha insegnato la pazienza (e quanto ne avevo bisogno!!!) perché perseverando si ottiene ogni risultato. Mi ha insegnato a unire mente e corpo, non solo a ripetere una successione di movimenti, ma a dargli un senso, il MIO senso. Mi ha dato dei riferimenti, delle donne che come me si mettono alla prova, che come me combattono le loro battaglie, piccole o grandi che siano, e lo sappiamo tutte, anche se non ce le diciamo. E’ passato solo un anno da quando ho iniziato in questa palestra, ma da sola mi accorgo di non esser più la stessa di prima.”

Concludiamo questo articolo con la storia molto intima e metaforica di Silvia:

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“Te ne stai lì, in mezzo al soggiorno e mi guardi, non parli ma sento il tuo sguardo che si posa insistente su di me. So che mi stai giudicando… Mi giro e imperterrita continuo nel mio ozio sdraiata sul divano, navigo un po’ su internet ma sento sempre la tua presenza che sovrasta tutto, accendo la tv e come sempre non c’è nulla che attiri la mia attenzione, allora prendo un libro ma sono sovrappensiero e i miei occhi continuano a spostarsi dalle pagine per capire se mi stai ancora guardando. So già la risposta. Lì dall’alto della tua figura esile e lucente punti il dito su di me e con un sottile gioco psicologico mi sfidi. E come sempre vinci tu. Corro in camera e facendo una fantozziana imitazione di Superman, passo dall’essere la svogliata donna in pigiama di pelo e ciabattone alla scosciata pole dancer in culotte e microtop. Esco dal bozzolo e mi trasformo in una farfalla, a volte più falena, a volte anche balena. E via di inversioni più o meno spettacolari aiutata da quintali di crema per il grip, magnesite e vodka che arrivata alla fine dell’allenamento sembro più un muratore coperto di malta che l’affascinante ballerina che vorrei essere.  Ma comunque vinci sempre tu. Tecnicamente sei solo una pertica in acciaio inox ottonato di diametro 45mm ed altezza 2.90m dotato di un meccanismo interno per il fissaggio a pressione ed uno per la rotazione in asse verticale. Praticamente sei una attrezzo ginnico atto all’esecuzione di figure acrobatiche ed artistiche. Personalmente sei una passione, la ragione delle miei gioie e dei miei tormenti, l’unico amante che potrei mai avere, il mio peggior nemico e il mio miglior amico. Fa paura pensare questo di 15 kg di ferro.”

Pole Dance come strumento di Bonding con i vostri Bambini

settembre 10, 2015 Lascia un commento

 

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Il bonding è un termine che si usa per definire quel legame speciale e indissolubile che unisce un figlio alla propria madre. Questo legame inizia a stabilirsi già a partire dalla vita in grembo e poi si sviluppa e rafforza per tutta la vita del nascituro. E’ un processo fisico, emozionale, ormonale e spirituale molto importante, perchè forma le fondamenta dell’intelligenza emotiva del bambino e delle sue capacità di avere sane relazioni con altre persone. Esso si sviluppa con successo, quando le madri passano tanto tempo di qualità con i propri figli e li avvolgono con emozioni positive, come amore,  gioia e felicità.

Mi chiederete: che cosa c’entra con tutto questo la pole dance?

Apparentemente niente, ma… in pratica può essere uno strumento utile per rafforzare il legame affettivo con il vostro bambino, sopratutto se siete Pole Dancer per passione e non volete privarvi di questo lato importante della vostra vita.

Ecco alcuni spunti come fare il bonding tramite la Pole Dance:

  1. Passare tanto tempo di qualità assieme ai vostri figli.

Quando i bambini sono molto piccoli: posizionate i vostri figli sulla sdraietta e lasciateli guardarvi mentre vi allenate, tenendo sempre un’occhio a quello che stanno facendo.

Quando i bambini sono un po’ più grandi coinvolegeteli nel vostro allenamento, divertitevi e giocate assieme! I bambini amano fare le spin sul palo e potete sorprendervi di quanto possono essere bravi e creativi nel farlo!

  1. Trasmettere emozioni positive al bambino: gioia, felicità, amore.

Per riuscire a trasmettere emozioni positive, bisogna essere una donna completa e felice, che, oltre ad essere una mamma, non dimentica tutti gli altri aspetti della sua personalità interiore ed esteriore (si prende cura del proprio corpo, non abbandona le proprie passioni, etc.). Fate le cose che vi appassionano, che vi fanno davvero felici e state sicure che i vostri figli, guardandovi, assorbiranno come le spugne tutte le vostre emozioni positive e saranno felici assieme a voi!

  Vediamo alcuni esempi di donne che hanno utilizzato la Pole Dance per fare bonding con i propri figli.

  1. Bonding nel grembo materno attraverso la Pole Dance durante la gravidanza.

Per quanto può essere controverso dire sì o no alla pratica di Pole Dance durante la gravidanza, questo ballo emozionante di Ashley Wright è un ottimo esempio dell’amore trasmesso alla propria figlia tramite la Pole Dance.

Per chi ha dubbi sulla Pole Dance in gravidanza, vorrei sottolineare che la donna nel video è una ballerina esperta che sa praticare questa disciplina in modo sicuro, anche essendo incinta. Per ulteriori informazioni sulla Pole Dance in gravidanza, vi consiglio di leggere questo articolo.

  1. Bonding attraverso il tempo di qualità passato assieme.

pole dance shool baby-friendlyIn questa foto potete vedere Anna Milosevic, la ballerina di Pole Dance, che all’età di 34 anni ha partorito una figlia e, non avendo possibilità di lasciarla alla tata o all’asilo, ha fondato una scuola innovativa di Pole Dance a Londra. In questa scuola “baby-friendly” le mamme possono venire ad allenarsi, portando con sè i propri bimbi. L’ambiente della scuola è pulito, famigliare e attrezzato con area giochi per i piccoli. In questo modo, le mamme possono risparmiare i soldi sulle baby-sitter, passare il tempo assieme a propri figli e continuare a praticare la Pole Dance.

Clicca qui per leggere l’intero articolo in inglese.

  1. In questo video Ashley Wright domistra in che modo si può unire la Pole Dance e Baby-wearing (un altro noto strumento di bonding).

  1. La giovane donna in questo video è la fondatrice di StudioVeena.com e la mamma di ben quattro figli maschi! (Il ballo assieme ad uno dei suoi figli inizia al  51′ secondo del video).

Come abbiamo visto, per utilizzare la Pole Dance come uno strumento di bonding basta essere un po’ creative e creare un ambiente sicuro  e protetto per i vostri figli. Ricordate che il bambino è felice quando la sua mamma è felice, quindi non abbandonate le vostre passioni, neanche nella vostra vita da mamma!

La Pole Dance come l’Esperienza Ottimale (Flow)

marzo 5, 2014 1 commento

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C’è qualcosa di magnetico nella Pole Dance…  Ci sentiamo trascinate nel suo piacevole e coinvolgente mulinello acrobatico già dopo le prime lezioni e, molto presto, ci accorgiamo che ci siamo innamorate perdutamente nel suo fascino e che non possiamo più farne a meno. La Pole Dance ci appassiona, ci ossessiona e ci trasforma non solo fisicamente, ma, soprattutto, psicologicamente.

Questo “effetto collaterale” della Pole Dance lo conoscono tutte, ma non tutte conoscono il perché di questa “magia”. Come mai, a differenza di altri tipi di allenamento fisico, la Pole Dance non stufa le ragazze che la praticano? Come mai non passa di moda? Come mai suscita così tanto entusiasmo e coinvolgimento a 360°? Sicuramente, tali fattori, come l’originalità e la sensualità di questa danza, hanno attratto molte donne a provarla. Tuttavia, il fattore decisivo che riesce a conquistare per sempre la vostra anima, si chiama “l’esperienza ottimale” o “flow”.

 La teoria dell’Esperienza Ottimale (“Flow” o, nel campo sportivo, “trance agonistico”) è stata sviluppata a partire dagli anni ottanta dal professore ungherese Mihalyi Csikszentmihalyi (per approfondimenti: Csikszentmihalyi, Mihaly (1990). Flow: The Psychology of Optimal Experience) . Si tratta di “un’esperienza caratterizzata da un profondo senso di coinvolgimento che ci dà molta soddisfazione, provoca un sentimento di benessere e rende la nostra vita più significativa e gratificante”.

Qualsiasi attività quotidiana, dalla pulizia dei vetri alla composizione di un’opera,  può diventare un’ esperienza ottimale, purché contenga i principali elementi caratteristici che vedremo più in avanti. Tuttavia, bisogna dire che alcune attività, come sport, danza, musica o pittura, permettono di raggiungere lo stato di Flow più facilmente, poiché sia la loro struttura che le loro regole ci guidano in modo naturale verso il “trance esperienziale”.

Analizzando la Pole Dance alla luce della teoria dell’Esperienza Ottimale e delle sue principali caratteristiche, sono giunta alla conclusione che questa disciplina ne è un perfetto esempio. Ecco la spiegazione della sua irresistibile magia! La sintesi della mia analisi è raccolta in questa tabella:

Caratteristiche dell’Esperienza Ottimale Applicazione nel campo di Pole Dance
Obiettivi definiti:

gli scopi e i modi per raggiungerli sono chiari

 

In ogni allenamento abbiamo le idee chiare su che cosa vogliamo imparare (nuovo trick/coreografia) e come dobbiamo eseguirlo (la tecnica, i punti di contatto tra il corpo e il palo, i muscoli coinvolti, etc.)
Feedback diretto e inequivocabile:

percezione precisa e chiara di come stanno andando le cose.

Possiamo avere il feedback immediato dalle persone esterne (istruttore) oppure l’auto-feedback (guardando nello specchio/registrando un video).
Bilanciamento tra sfida e capacità:

le opportunità di azione e le richieste del mondo esterno sono percepite in equilibrio con le capacità interne a disposizione per farvi fronte.

La Pole Dance non viene percepita né come troppo facile né come troppo difficile per il soggetto che la impara in modo graduale e metodico. Infatti, esistono vari livelli della Pole Dance, dal Principiante all’ Avanzato, che permettono ad ogni persona di affrontare le sfide in relazione con le proprie capacità del momento e, nello stesso tempo, preparano fisicamente per crescere e passare al livello successivo.
Concentrazione totale sul compito:

tutta la concentrazione è focalizzata sulla situazione in atto. Preoccupazioni e conflitti scompaiono dalla coscienza (la persona non ragiona né sul passato né sul futuro, ma solo sul presente, è nel “Qui ed Ora”).

La pratica di Pole Dance richiede tantissima concentrazione sulla tecnica, sull’eleganza, sulla forza e sulla sicurezza. In caso contrario, si rischia di farsi male oppure di eseguire i moves in modo sbagliato o brutto.
Assenza di autoconsapevolezza:

il soggetto è talmente assorto nell’attività da non preoccuparsi del suo ego.

Quando ci alleniamo, siamo concentrate e assorte dalla Pole Dance al massimo, il che ci fa dimenticare tutti i nostri problemi, paure e anche il nostro io, timido e insicuro. Avvertiamo un senso di “serenità”, abbiamo una sensazione di andare oltre e trascendere il proprio ego, di fare parte di un sistema più grande, di muoversi in armonia con il nostro palo, come dentro una corrente, un flusso.
Senso del tempo alterato:

si altera la percezione del tempo. Non ci si rende conto del suo scorrere.

Tutte le mie allieve dicono, infatti, che la lezione di un’ora vola in un attimo…
Integrazione tra azione e consapevolezza:

la concentrazione e l’impegno sono massimi. La persona è talmente assorta nell’azione da fare apparire l’azione naturale.

Quante volte abbiamo ammirato le campionesse del mondo della Pole Dance che eseguono le coreografie in modo leggero e naturale? Le loro performance sono l’espressione massima dell’esperienza ottimale.
Senso di controllo automatico:

la percezione di avere tutto sotto controllo e di poter dominare la situazione.

La pratica della Pole Dance ci dà una piacevole sensazione di dominare il proprio corpo, poterlo gestire con abilità come una bella e potente ferrari grazie alla forza acquisita durante gli allenamenti.
Presenza di piacere e motivazione intrinseca:

l’azione dà un piacere intrinseco, fine a se stesso. Il soggetto permane nella situazione perché essa lo ripaga pienamente.

Una volta provata la Pole Dance, essa diventa una passione, una necessità fisica e psicologica, perché ci riempie di sensazioni piacevoli e ci rende felici.

Recapitolando, possiamo affermare con certezza che la pratica della Pole Dance permette di vivere l’esperienza ottimale, grazie alle caratteristiche che distinguono questa attività. Il piacere che proviamo durante allenamento è talmente forte da spingerci a tornare e ritornare alla Pole Dance, nonostante  lividi, difficoltà, sconfitte temporanee, pericoli potenziali e, addirittura, traumi. Le radici di questo piacere stanno non soltanto nella possibilità di porsi e raggiungere gli obiettivi, ma nell’ andare verso di essi, a prescindere dal fatto se siano per noi fattibili o meno. Per un certo momento la Pole Dance ci rende immortali, diversi da tutti gli altri. All’improvviso ci troviamo in una realtà alternativa, in un mondo diverso, dove non apparteniamo più a noi stesse, ma alla danza, alla musica e all’Universo. In questo mondo, dove noi siamo le protagoniste, non esiste il caos, la nostra mente è perfettamente organizzata e limpida e la percezione della normalità è ampliata (“impossible is possible”). Similmente, come i “dervisci” nella loro sacra danza roteante, anche noi eseguiamo le nostre “sacre” rotazioni attorno al palo, che modificano ulteriormente la nostra percezione e ci fanno sentire estesi, grazie al pieno controllo del nostro corpo e alla sintonia tra noi e l’Universo.

Voglio finire questo articolo con le riflessioni sulla Pole Dance delle mie allieve, che confermano la mia teoria che la Pole Dance è decisamente l’Esperienza Ottimale…

 

pole_exp-saggio2013_175“La cosa che più mi ha colpito della pole dance è che questa disciplina, oltre ad essere veramente completa come preparazione muscolare dà modo alla nostra mente di cambiare, ASSIEME AL CORPO. Questo è fantastico!

Mi spiego meglio… Nella preparazione/ esecuzione di un singolo esercizio o coreografia si coinvolgono aspetti che partono da ciò che la musica ci ispira, allo sforzo per riuscire a trasformarli in movimenti che “rendano” il nostro stato d’animo in quel preciso istante! Questo assomiglia molto al lavoro di pittori, fotografi ecc.

Poi c’è la parte di “controllo” dei nostri movimenti, ossia di disciplina per rendere il movimento ben fatto, piacevole a vedersi e fluido, costringendoci quindi all’attenta osservazione di noi stesse e all’imposizione di regole. L’inverso della fase artistica di prima…..prendiamo quindi conoscenza di due parti molto diverse che coesistono in noi.

Terzo ingrediente…la testardaggine…..quello che a volte sembra un difetto, qui diventa un elemento indispensabile….senza la testardaggine ci ritroveremmo a mollare dopo le prime fatiche, i continui ematomi, i goffi tentativi.

E ….arriviamo quindi al momento della soddisfazione…

Solo Noi sappiamo quali sono le nostre fatiche, e solo noi quindi sappiamo quando possiamo batterci da sole una pacca sulla spalla….ci affiora un sorrisetto sulla faccia mentre siamo sedute ai piedi del palo sbuffando e guardando  in sù…..

In quel momento, ne sono sicura, tutte quante pensiamo:- e’ stata dura ma ce l’ho fatta! e ci stupiamo di come siamo riuscite ad autoammaestrarci e a fare quello che qualche mese prima ci sembrava impossibile.

Bene, questo è lo spirito che io ho adottato anche nei confronti della vita stessa…..con calma, dedizione e lavoro saremo di sicuro in grado di auto-sorprenderci delle nostre nascoste e insperate capacità, quindi mai abbattersi….ma riprendere col sorriso portandoci orgogliose addosso anche i segni del nostro lavoro nella vita!”

FRANCESCA M. – Rovereto

 

pole_exp-saggio2013_011“Le ore che trascorro in compagnia del pole sono ore di completo e totale isolamento dal resto dei problemi quotidiani. I miei pensieri sono solo per me, sulla mia flessibilità, la mia resistenza fisica e il mio desiderio profondo di riuscire a coordinare con grazia e forza i movimenti del mio corpo. Durante l’allenamento mi sento bene perché mi sfido in ogni esercizio. Sono consapevole di avere molta strada da percorrere e molta fatica davanti, ma so esattamente  dove voglio arrivare e cosa voglio realizzare dei miei muscoli. Dopo l’allenamento, in quei 50 minuti di autostrada che mi riportano a casa, la mente non si stacca dall’esercizio fisico e cerca di fissare i movimenti e i vari passaggi.  Con soddisfazione e benessere fisico la pole dance mi accompagna nei pensieri, donandomi il piacere di stare bene con me stessa. La più grande soddisfazione che provo e’ che mi rendo conto,  passo dopo passo, lezione dopo lezione dei  piccoli progressi che mi danno gioia e mi fanno pensare: ce la puoi fare!”

SUSANNA M.  – Bolzano

Confessione di una Pole Dancer

febbraio 11, 2014 Lascia un commento

Vi è mai capitato, spinti da curiosità, di guardare di nascosto in una finestra di una casa sconosciuta per scoprire come vive la gente e confrontare la loro vita con la vostra? In questo articolo vorrei darvi la possibilità di fare la stessa cosa  nell’ambito della Pole Dance tramite la lettura della “confessione” di una Pole Dancer…

la pole dance è onestà“POLE DANCE RAPPRESENTA PER ME L’ONESTA’…

L’onestà con se stessi: riconoscere i propri limiti è il primo passo per superarli, è l’indicazione della strada da percorrere. E anche se sembra un controsenso ti dà sicurezza, perché ti fa conoscere te stessa.

L’onestà del lavoro: tutto il lavoro fatto non è mai perso, tutto quello che dai ti ritorna, non esistono perdite, al massimo ci saranno guadagni scarsi, ma sarà perché ti serve ancora tempo o non hai investito abbastanza (ma visto che sei onesto con te stesso, saprai ammetterlo e decidere di lavorarci di più… o di avere più pazienza :).

L’onestà fra le persone: non si può imbrogliare, tutti faticano e sudano per riuscire a migliorare, siamo tutti diversi nei nostri limiti e nelle nostre doti, ma al tempo stesso assolutamente uguali nella fatica, nella costanza, nella fiducia, nello sconforto, nella felicità e nelle vittorie: un’onestà che diventa solidarietà.

Con la pole dance niente è impossibile, ogni traguardo è raggiungibile: certamente con i propri tempi, che dipendono dalle capacità e dalla forza di volontà e dedizione che si è pronti ad investire. Ma alla fine, chi la dura la vince!

Ammetto che sia molto difficile estrapolare questi insegnamenti dal contesto anche perché nella vita di tutti i giorni, purtroppo, si inseriscono molti fattori esterni fra il lavorare sodo per ottenere dei risultati e poi realmente ottenerli. Forza, sicurezza e caparbietà sono comunque potenziate da questa disciplina e sono essenziali per sopravvivere “là fuori” e stare bene con sè stessi.

LA POLE DANCE MI FA SENTIRE FELICE…

Durante gli allenamenti mi sento energetica, vitale, forte, felice: mi diverto molto, soprattutto a lezione, perché c’è la possibilità di condividere tutte queste emozioni con le altre ragazze e l’effetto viene amplificato. Chiaramente ci sono momenti più difficili, quando non si riesce a fare dei movimenti o farli come si vorrebbe, quando non si è “in giornata” e il rischio è quello di abbattersi, soprattutto quando ci si allena da soli. Ma una cosa che mi ha insegnato la pole dance è proprio a non demordere, a non abbattermi ed accettare i momenti di “calo”: ci sono sempre le giornate no e non vuol dire che non si è capaci e men che meno che gli sforzi sono vani. Ogni ora passata a fare esercizio e stretching è un’ora investita, i risultati spesso non si vedono subito, ma arrivano sempre e .. quando meno te lo aspetti 🙂

LA POLE DANCE HA INFLUENZATO IL MIO CARATTERE …

e sfido qualunque pole dancer a non ammetterlo 🙂 .  Forse lo noteranno meno persone caparbie, forti, entusiaste.. quelle che non demordono mai. Ma tutte quelle che non lo sono (o perlomeno non sempre) si troveranno cambiate sotto questo aspetto: io personalmente mi sento più forte e non solo fisicamente, quanto mentalmente, perché riesco ad avere più pazienza prima di scoraggiarmi, ho più fiducia e so trovare anche più pace con me stessa, la pace che ti da la conoscenza di te stesso nei tuoi punti deboli e forti. Scoprire, riconoscere ed apprezzare i tuoi punti forti, ovviamente, ti rende più sicuro, ma sapere che sui punti deboli puoi sempre lavorarci e hai le prove dei miglioramenti davanti ai tuoi occhi.. beh,

QUESTO TI RENDE INVINCIBILE…”

(Auto)limiti: come superarli con la Pole Dance

settembre 9, 2012 Lascia un commento

Tante persone pensano che la Pole Dance è stata creta e può essere praticata solo da ragazze giovani e magre, piene di salute e forza fisica. Insomma, atlete o quasi atlete. E se le donne “comuni”, che vorrebbero avvicinarsi a questa disciplina, non entrano nella categoria sopradescritta (dal punto di vista di peso, età o salute), si scoraggiano ancora prima di iniziare o non iniziano neanche, convinte che “la Pole Dance non fa per loro”. Proprio per sfatare questo mito e per rompere gli schemi mentali con i quali ci limitiano nella nostra vita (quindi, il concetto va molto oltre la Pole Dance), in questo articolo ho raccolto 4 video insoliti. Questi video testimoniano il fatto che “siamo tanto deboli, quanto ci permettiamo di esserlo”. Infatti, tutti noi abbiamo tutte le risorse per raggiungere gli obiettivi che ci poniamo e l’unico ostacolo che può influenzare o influenza il nostro successo o insuccesso sono i nostri autolimiti, la nostra mente…

1. Autolimite:

Età (troppo vecchia o troppo giovane?)

In questo video potete ammirare l’esibizione di Greta Pontarelli, 61-enne partecipante di Midwest Pole Dance Competition 2012:

In questo video, invece, si esibisce la 4-enne Pole Dancer polacca al Campionato di Pole Dance a Wroclaw:

2. Autolimite: peso (troppo grassa?)

In questo video Lulu, 27 anni, dimostra all’America’s Got Talent che la Pole Dance può essere praticata anche dalle persone over 100 kg!

3. Autolimite: menomazione fisica

Pur avendo un braccio solo, Deborah Roach vince il primo posto al Campionato Internazionale di Pole Dance a Hong Kong (Categoria Disabili).

Dopo aver visto questi video non avete più nessuna scusa di non praticare la Pole Dance. E ricordate sempre le parole di Henry Ford:

“Che tu creda di farcela o di non farcela avrai comunque ragione”.

12 buoni motivi (seri e semi seri) sul perchè imparare Pole Dance

dicembre 29, 2011 1 commento
  1. Per imparare a volare (in senso letterale);
  2. Per fare un regalo speciale di San Valentino (compleanno, anniversario) al tuo Lui;
  3. Per riscoprire l’Arte di essere una Vera Donna, che possiede e sa abbinare la forza con la sensualità (anche, e soprattutto, se lavori/studi, come me, 25 ore su 24 e rischi di dimenticarlo);
  4. Per imparare la mossa SuperMan (o, meglio, nel nostro caso, SuperWoman) e salvare qualcuno con i tuoi magici poteri quando ti capiterà l’occasione :-);
  5. Per poter tornare a casa la sera e, con una semplice “spin” (giro attorno il palo), oppure con un balletto improvvisato fatto per te stessa, metterti di buon umore e far splendere la tua serata;
  6. Per organizzare ogni tanto le serate Pole Dance con le tue amiche e farle morire di invidia (se sono cattive), oppure farle ammirarti (se suono buone) quando esegui le acrobazie sul palo come se fossero davvero facili;
  7. Per scoprire altri modi di utilizzo dei pali stradali e di quelli sulla spiaggia;
  8. Per velocizzare il tuo metabolismo, contraendo i muscoli delle gambe e delle braccia nella posizione con la testa in giù (provato e funziona alla perfezione:-);
  9. Per sostituire tutta la tua attrezzatura sportiva che tieni a casa con un sottile e elegante palo che ti  farà sia da personal body trainer, sia da complemento di arredo moderno. L’ergonomia dello spazio è garantita!
  10. Per saper schiacciare tra le cosce interne una noce;
  11. Per saper legare il tuo Uomo per sempre e non farlo guardare mai le altre donne;
  12. Per avere un corpo semplicemente perfetto.

Ti sembrano motivi abbastanza validi?..  Allora benvenuta nel mondo di Pole Dance!

Sono curiosa di sapere se puoi aggiungere qualche altro motivo nei commenti a questo articolo:-)…

Pole Dance in gravidanza e post-gravidanza

settembre 15, 2011 Lascia un commento

Con lo sviluppo e la crescita di popolarità di Pole Dance in tutto il mondo, sempre più donne vorrebbero sapere che impatto ha questa disciplina sulla loro salute nel periodo di pre e post parto.

Inoltre, il mancato approfondimento di questo tema da parte dei medici fa sì che le donne gravide abbiano paura di continuare a praticare Pole Dance, mentre le palestre non vogliono dare a loro l’accesso ai corsi.

Le principali paure, tra cui alcune, senza dubbio, molto ragionevoli, sono:

  • paura di sbattere la pancia contro il palo o cadere;
  • paura di coinvolgere gli addominali, inarcare la schiena ecc. ;
  • paura di eseguire alcuni elementi di Pole Dance che diventano rischiosi durante la gravidanza, come le arrampicate e le inversioni;
  • paura di sforzarsi troppo e far male al feto.

Innanzitutto, prima di decidere se e come continuare a praticarela Pole Dance, è consigliabile che la donna senta il parere di un medico, che valuterà lo stato della sua salute e le possibilità o meno di effettuare una particolare attività fisica.

In generale, premesso la gravidanza a basso rischio e l’assenza di complicazioni, l’attività fisica, Pole Dance inclusa,  in gravidanza è sicuramente salutare, perché:

  • conserva un buon tono muscolare, che sarà molto utile durante il parto (i muscoli addominali e di rilassamento);
  • attiva la motilità intestinale;
  • aiuta a controllare l’aumento della massa corporea ed a tornare velocemente in forma dopo il parto;
  • aiuta a mantenere il buon umore;
  • abbassa la soglie del dolore;
  • stimola il sistema immunitario;
  • riduce il livello di stress, ansia, insonnia, depressione;
  • favorisce le funzioni respiratorie;
  • stimola la funzionalità cardiovascolare, favorendo il trasporto di ossigeno e di sostanze nutritive ai tessuti e al feto;
  • accelera l’assimilazione degli alimenti;
  • aiuta a prevenire la formazione di vene varicose e la ritenzione di liquidi;
  • l’attività fisica materna fa bene anche al feto che nasce snello, con il sistema cardiovascolare forte, il senso del ritmo e del movimento.

Per secondo, l’intensità dell’ esercizio di una donna deve essere adattata al livello della sua esperienza nella Pole Dance (da quanto tempo balla e come balla), allo stato della sua salute e della condizione fisica (se sta bene, si sente stanca, ha i dolori ecc.), nonché all’avanzamento della sua gravidanza. In generale, l’intensità di esercizio deve oscillare da bassa a moderata (bisogna evitare attività troppo intense) e la frequenza degli allenamenti non deve superare 3 sedute settimanali.

Se dividiamo la gravidanza in 3 semestri (3+3+3), i consigli per la pratica di Pole Dance in ogni particolare semestre sono i seguenti:

1 semestre: siccome il feto comincia a muoversi solo dalla 16-ma settimana, il 1 semestre è il periodo migliore per la pratica di Pole Dance. Infatti, dopo il 4° mese essa può diventare scomoda e può causare troppo stress al feto.

Tuttavia, è proprio nel 1 semestre che il piccolo ha bisogno di “radicarsi” nella pancia, per cui è indispensabile rallentare il nostro stile di vita in generale e, nel caso dell’attività fisica, evitare troppi sforzi, mai esagerare con lo stretching e il rilassamento, non sperimentare nuove prese che possono provocare il rischio di cadere e ferire il feto.

In questo periodo focalizziamoci piuttosto sul respiro, perfezionamento della nostra postura, sull’esecuzione corretta (durante la gravidanza è più che mai attuale e indispensabile!) delle figure apprese nel passato. Ricordiamo di bere tanta acqua prima, durante e dopo l’esercizio per evitare surriscaldamento del corpo che può essere pericoloso per il bambino.

2. trimestre:  è il periodo in cui il vostro peso aumenta e l’equilibrio cambia a causa della pancia crescente.  Per questo motivo  bisogna smettere di fare le inversioni e le arrampicate, diminuendo progressivamente  lo sforzo e gli esercizi. Ricordate di autocontrollare il proprio stato fisico, facendo attenzione alla frequenza cardiaca e al vostro respiro.

3. trimestre:  la vostra pancia diventa sempre più grande, per cui è consigliabile smettere di fare gli spins e focalizzarsi sul pole walking, adattando tutti gli esercizi alle esigenze del vostro corpo. Ballate attorno il palo, perfezionate i giri con i fianchi e le onde, la vostra postura, divertitevi e sentitevi  sexy con il vostro nuovo corpo! Lavorare sulla fluidità dei movimenti, sulle transitions, sul puntare le punte dei piedi, sull’avere le mani morbide durante il ballo. Abbiate controllo su ogni vostro movimento e respirate!

Concludendo, vorrei riassumere alcuni momenti più importanti da fare e non fare durante le lezioni di Pole dance durante la gravidanza.

Bisogna evitare di:

  • sbattere la pancia conto il palo (evitare le prese pericolose, cercando di adattarle in qualche modo alle esigenze del vostro corpo)
  • evitare le inversions, tricks, gli esercizi che richiedono troppo sforzo
  • imparare cose nuove che possono rivelarsi poco stabili per il vostro “nuovo” corpo.

Bisogna:

  • rallentare lo stile di vita e “prendere il palo alla leggera”;
  • ascoltare il proprio corpo;
  • concentrarsi sulla fluidità, flessibilità, controllo dei movimenti;
  • perfezionare le cose che sappiamo già fare;
  • per aumentare attrito: usare le scarpe di lattice, la magnesite per le mani sudate;
  • nelle scarpe preferire una piattaforma (è più stabile) ai tacchi a spillo.

Infine, cito alcune regole generali da seguire durante la pratica di qualsiasi attività fisica durante la gravidanza, ovvero:

  • fare un prolungato riscaldamento e un defaticamento progressivo. Lo sforzo non deve mai essere eccessivo;
  • svolgere l’attività lentamente, intervallandola con momenti di riposo. Non dovete sentirvi spossate quando avete finito! Il vostro fisico, (anche se momentaneamente), non ha le stesse capacità di prima (la frequenza cardiaca e la quantità di sangue circolante aumentano provocando affaticamento). Tuttavia, uno sforzo moderato non diminuirà l’afflusso di sangue all’utero, e potrà regalarvi una piacevole sensazione di benessere;
  •  evitare sport troppo intensi o faticosi, specie se non si è abituati a lavorare ad alti livelli di intensità. Durante il secondo e il terzo semestre è bene ridurre gradualmente intensità, frequenza e durata dell’esercizio fisico;
  • evitare di allenarsi durante le ore più calde del giorno, evitare gli ambienti troppo umidi o troppo freddi;
  • non sospendere mai il respiro;
  • camminare su superfici piane con calzature appropriate;
  • evitare i pivot veloci (possono provocare  capogiri), gli inarcamenti intensi della schiena e i salti;
  • tenere sempre un piede per terra;
  • non stare in piedi per i periodi troppo lunghi (può causare l’afflusso del sangue dal feto);
  • monitorare l’intensità dell’esercizio, ascoltando il proprio corpo;
  • evitare di allenarsi a digiuno;
  • mantenersi idratati bevendo molta acqua prima, durante e dopo l’esercizio;
  • evitare di allungare eccessivamente la muscolatura durante gli esercizi di stretching;
  • evitare, specie dopo il terzo mese di gravidanza, di rimanere a lungo in posizione supina;
  • interrompere immediatamente l’esercizio e consultare un medico in caso di: capogiri, dolori articolari, emorragie vaginali, irregolarità cardiache, pesante senso di affanno o oppressione.

Concludendo questo articolo, la regola generale è l’uso del buon senso. Chi non ha mai praticato la Pole Dance prima della gravidanza, dovrebbe astenersi ed aspettare il periodo di post-parto. Chi ha già praticato e pratica la Pole Dance in modo regolare, può continuare a farlo con alcune modifiche, premessa la consultazione con il medico e l’assenza di controindicazioni fisiche.

Comunque sia, se non siete sicure  dello stato della vostra salute oppure se vi preoccupate dei rischi che Pole Dance possa avere sul feto, non fatelo! La vostra serenità e la salute del vostro piccolo sono sempre al primo posto e il palo… vi aspetterà! E non abbiate paura che durante questi mesi dimenticherete tutto quello che avete imparato prima: i muscoli hanno la “memoria” e dopo il parto potrete presto recuperare il vostro livello pre  parto.

L’ultima parola è dedicata alla pratica di Pole Dance nel periodo di post parto. Già dopo 4-6 settimane dal parto, potete ricominciare gli esercizi di Pole Dance, praticandolo 2 volte alla settimana e aumentando gradualmente lo sforzo applicato. E se nel periodo di gravidanza la possibilità di praticarlo era da valutare a seconda delle vostre condizioni fisiche, adesso essa è più che consigliabile per ritornare presto nelle proprie forme e per tonificare alcuni muscoli, per esempio gli addominali, che hanno un bisogno particolare di essere esercitati dopo il parto. E per chi non ha abbia mai praticato la Pole Dance? E’ uno strumento ideale, divertente e femminile per riprendere la figura pre parto, per scolpire e rafforzare il proprio fisico e per scoprire un nuovo affascinante mondo che non mollerete mai più, il mondo di Pole Dance!